Serino/Solofra/Montoro-Pd: “Tino Iannuzzi deve dimettersi”

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Serino/Solofra/Montoro – Una analisi approfondita e dettagliata da parte degli amministratori e simpatizzanti del PD dell’area serinese-solofrana-montorese porta ad una drastica conclusione: “Una brutta figura per la nostra provincia”. Una ‘denuncia’ forte e critica che conduce, dopo un excursus approfondito, alla richiesta di dimissioni del segretario regionale Tino Iannuzzi.
“Volevamo portare la classe operaia al potere ma, scorrendo i nomi, penso che al potere abbiamo portato la servitù”. Una settimana di lavoro serrato per chiudere le candidature a tempo record e per riempire le liste di “imprenditori, operai, sindacalisti, laici, cattolici e, soprattutto, segretarie, mogli, figli di portaborse. Cominciamo dal ‘club delle mogli’. Quella più a rischio era Anna Maria Carloni, consorte del governatore Antonio Bassolino che, in extremis, è riuscita a conquistare un posto a Palazzo Madama in Campania: sarà terza in lista. Conferme, su deroga, anche per la ‘signora Fassino’, Anna Serafini (quarta in Sicilia) e per Linda Lanzillotta (moglie di Franco Bassanini e terza nel collegio Lombardia I della Camera). Nella categoria ‘figli di…’ il premio va sicuramente a Daniela Cardinale, 26 anni, figlia dell’ex Ministro delle telecomunicazioni Salvatore Cardinale. Il papà ha rinunciato alla candidatura, in compenso ha ottenuto per la figlia un ottimo sesto posto nel collegio Sicilia I. Niente di male se non fosse che, nello stesso collegio, ci sarebbe anche Loredana Ilardi, la precaria lanciata con tanta enfasi da Veltroni che, con il suo nono posto, rischia di rimanere al palo. Ma i protagonisti indiscussi delle liste del Pd sono sicuramente i collaboratori. Portavoce, segretarie particolari, capi ufficio stampa, semplici collaboratori. Ogni big del partito ha piazzato il suo uomo di fiducia. A cominciare dalla coppia Veltroni-Franceschini, che ha promosso al rango di parlamentare quasi tutto lo staff del loft di piazza Sant’Anastasia. Nell’ordine: Piero Martino, attuale capo ufficio stampa del Pd, già portavoce di Franceschini, sarà quinto nel collegio Sicilia I alla Camera; Vinicio Peluffo, capo della segreteria di Veltroni (tentò di entrare in Parlamento anche nel 2001 ma perse contro Gianfranco Rotondi nel collegio di Rho, sua città natale), sarà decimo in Lombardia; Alberto Losacco attuale direttore della struttura nazionale del partito sarà settimo in Puglia; mentre Federica Mogherini, responsabile documentazione della campagna elettorale e responsabile istituzioni del Pd si gode il quarto posto in Veneto I. Infine, dopo averlo seguito per sette anni in Campidoglio come capo della segreteria, anche Walter Verini si fa tentare dal richiamo di Montecitorio e correrà come terzo in Umbria. Ma non finisce qui. Romano Prodi, oltre a confermare il suo portavoce Silvio Sircana (quinto in Campania per il Senato), piazza Sandra Zampa, la sua capo ufficio stampa a Palazzo Chigi, al decimo posto in Emilia Romagna. Non è da meno Giuseppe Fioroni che riesce a inserire la sua segretaria particolare Luciana Pedoto nel collegio Campania II (sesto posto). Arrabbiata, invece, Rosy Bindi. Il suo capo della segreteria Salvatore Russillo è finito al quarto posto in Basilicata e rischia di non farcela. Si potrebbe continuare ricordando le candidature di due ‘giovani qualunque’, come Pina Picierno (Ciriaco De Mita in persona la volle alla guida dei giovani Dl) e Marianna Madia molto gradita a Giovanni Minoli ed Enrico Letta, ma forse vale la pena raccontare un aneddoto. Sembra che in molti abbiano chiesto a Veltroni di rinunciare a qualche uomo del suo staff per fare posto al costituzionalista Stefano Ceccanti, rimasto escluso dalle liste. Il segretario avrebbe risposto di no. Che non si dica mai che lui favorisca qualcuno. A questo punto dobbiamo chiederci il perchè della scelta del Presidente De Mita a non farsi umiliare e rifiutare la candidatura della figlia Antonia per affrontare con lucidità e coerenza la sfida per un seggio a Palazzo Madama. Molti di noi non condividono l’abbandono del Presidente DE MITA dal Partito Democratico, ma l’umiliazione che ha subito la nostra provincia, la nostra area, per la mancata candidatura di Rosetta D’Amelio e di Andrea De Simone per ragioni etico-morali, regolamenti o meglio perché vicini a Bassolino, non può giustificare l’assenza di candidati alternativi in provincia di Avellino e dell’area serinese-solofrana-montorese. Al pavido segretario regionale Iannuzzi chiediamo a gran voce le dimissioni”.

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