LE INTERVISTE DI IRPINIANEWS – Con l’Avellino ha vinto un campionato, con il Cittadella ha disputato due stagioni in B, prima di tornare con la casacca biancoverde.
Stefano Ghirardello, doppio ex della sfida di lunedì al ‘Tombolato’, fa le carte al match.
Il 36enne ex attaccante di Thiene – che con la casacca dei lupi nella stagione 2004-2005 mise a segno 11 reti in 28 incontri – si esprime sul match in terra veneta, contribuendo notevolmente alla promozione nel campionato cadetto, pur saltando per infortunio la finale al Partenio contro il Napoli: “È dura pronosticare il risultato esatto -esordisce- .Sono due squadre in grande salute che nell’ultimo periodo hanno ottenuto risultati importanti. Il Cittadella ha vinto contro Pisa e Salernitana, l’Avellino al di là dei primi minuti con la Triestina ha ottenuto due risultati d’oro con Livorno ed Empoli”.
L’avvio di stagione da parte di entrambe non faceva di certo ben sperare, poi c’è stato il cambio di marcia che ha permesso alle compagini di rimettersi in corsa: “Nonostante la partenza ad handicap stanno dimostrando di avere le carte in regola per conservare questa B. Il Cittadella all’inizio ha pagato lo scotto del noviziato, avendo in rosa tanti atleti che non avevano mai giocato in questa categoria. L’Avellino all’inizio non era una squadra, ma un gruppo di giocatori senza alcuna identità di gioco, poi l’avvento di Campilongo. L’esplosione di qualche giovane interessante come Koman e Pepe ha permesso di rimettersi in carreggiata”.
Irpini che lontano dal ‘Partenio’, con il cambio in panca, hanno ottenuto 10 punti. Frutto di 2 vittorie e 4 pareggi, ma che trovano maggiori difficoltà sul proprio terreno di gioco: “I biancoverdi negli ultimi mesi hanno offerto un calcio brillante, sono tra le formazioni che si esprimono meglio. Una compagine in grado di mettere in difficoltà chiunque ed il rientro di De Zerbi ha dato sicuramente un marcia in più . È un vero peccato aver perso tutti quei punti all’inizio perché non credo che questa classifica per i valori dell’organico sia veritiera. Ma adesso non bisogna assolutamente guardarsi più alle spalle”.
L’Avellino può fare risultato, visto che in trasferta si esprime meglio, a differenza delle gare davanti al proprio pubblico dove incontra qualche difficoltà: “Giocare fuori casa è sempre più semplice -afferma il ‘Ghiro’–quando devi agire di rimessa o esprimerti sulla velocità riesci a dare il meglio. Queste sono armi che i lupi hanno. A mio avviso il verdetto più giusto è il pari, poi se vincerà una delle due sarò contento ugualmente perché entrambe hanno rappresentato tappe fondamentali della mia carriera”.
Cosa dovrà temere l’Avellino di questo Cittadella, e viceversa: “I veneti hanno un ottimo collettivo, un gioco collaudato da diversi anni: c’è Meggiorini che è un ottimo attaccante, Iori che a grandi numeri. I lupi dal canto loro possono vantare su giocatori di grande esperienza e su qualche rinforzo tipo Sforzini che ha innalzato il tasso tecnico della squadra”.
Foscarini-Campilongo, una sfida nella sfida tra due emergenti, che duello ti aspetti?
“Foscarini, con cui ho lavorato, ma che purtroppo è stato uno degli artefici del mio secondo addio al Cittadella, non è un grande stratega. Non è un tecnico che chissà quali alchimie inventa per cambiare le sorti dell’incontro. È un ‘semplice’. L’allenatore dei lupi, invece mi sembra uno che cura molto i particolari, che ha plasmato il proprio undici su varie strutture di gioco. Sono convinto che arriverà molto lontano”.
AMARCORD
L’ultima gara tra granata e lupi in veneto è datata 2005, in quell’occasione ci fu la vittoria dell’Avellino, proprio grazie ad una tua rete sul filo del gong, da parte tua in pieno recupero: “Bei tempi per me(sorride), fu una partita molto strana, di certo non meritavamo di vincere visto che il Cittadella aveva costruito tanto andando vicino alla rete, ma siamo stati bravi a capitolare l’unica occasione capitataci. Il mio anno con i lupi è stato stupendo, peccato non aver potuto proseguire quella avventura, questa città me la porto dentro”.
L’Avellino quest’anno riuscirà a salvarsi?
“La sto seguendo dall’inizio, può farcela il campionato non è dei più difficili e la qualità presente in organico è tanta. Mi auguro che entrambe possano tagliare il traguardo della permanenza”. (di Sabino Giannattasio)
