Sdi, nuova spaccatura: Carpenito disconosce Trofa. Sarno insorge

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Avellino – Comune: dopo le dichiarazioni, in sede di verifica, del consigliere comunale dello Sdi, Mattia Trofa, la Federazione Provinciale del partito passa ai fatti. In una nota, a firma del Segretario Provinciale Giacomo Carpenito, lo Sdi prende le distanze dall’esponente di Piazza del Popolo. “Viste le dichiarazioni del consigliere Mattia Trofa – si legge nel comunicato -, il quale ha affermato di non riconoscersi in questo partito del quale è componente del direttivo provinciale su sua pressante richiesta, prende atto della sua decisione e da oggi i Socialisti Democratici Italiani non si ritengono rappresentati dallo stesso in seno al Consiglio comunale”. Una posizione nata, con ogni probabilità, all’indomani del confronto politico a Palazzo di Città, nel corso del quale il consigliere Trofa aveva ribadito la necessità di mettere mano al rimpasto in Giunta, chiamando direttamente in causa il vice sindaco e compagno Antonio Spina. “Un livello politico nel quale non mi ritrovo” aveva affermato Trofa, ponendo come condizione la fuoriuscita dalla Giunta dell’assessore all’Ambiente, pena il passaggio all’opposizione. Di diverso parere il diretto interessato che a Carpenito e allo Sdi replica: “Mi sono candidato con lo Sdi, sono stato eletto e resto a pieno titolo un rappresentante dei socialisti fino a quando per mia scelta non intenderò intraprendere una nuova strada. La posizione di uno dei Segretari Provinciali non produce alcun effetto. Soprattutto in un momento di crisi come quello che stiamo attraversando. Io continuerò a farmi promotore di iniziative legittime sempre a nome dello Sdi”. Una situazione che potrebbe far rinvenire il suo movente nella spaccatura che si registra all’interno del partito, da tempo diviso in due fazioni. Piena solidarietà dal gruppo capeggiato da Sarno (Segretario provinciale dell’opposta mozione): “Il consigliere Trofa – afferma Sarno – è e resta un valido rappresentante dello Sdi in Consiglio comunale. Carpenito e Mainolfi non possono arrogarsi il diritto di delegittimare un esponente del partito espressione dell’elettorato socialista. Proprio loro che hanno usurpato un posto che non gli spettava autoeleggendosi in sede congressuale. Possiamo discutere sul contenuto delle scelte operate o sulle dichiarazioni rese ma non sulla loro validità. Come nel loro stile Mainolfi e Carpenito continuano a stilare le pagelle dei buoni e dei cattivi”. Forti divergenze rese ancora più evidenti dalle ultime indiscrezioni che raccontano addirittura di un possibile commissariamento del partito. (m.d.p. – mari.mo)

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