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Luigi D’Onofrio portavoce del coordinamento precari irpini della scuola definisce, senza mezzi termini, un dramma esistenziale quello che lui e altri 19.999 colleghi stanno vivendo: “Questo governo ha attuato il più grande licenziamento che la storia della Repubblica ricordi. In Irpinia siamo circa 500, tra personale Ata ed insegnati, ad aver perso il posto di lavoro. Nessuno parla di noi: per i media una escort vale più di 20.000 famiglie sul lastrico! Eppure è dal luglio 2008, da quando è stata approvata la finanziaria di Tremonti, che noi precari abbiamo iniziato la nostra protesta perché avevamo già capito cosa sarebbe accaduto. Tagliano fondi alla scuola pubblica, ma finanziano quelle private, soprattutto se confessionali; l’Italia è il paese che ripudia la guerra ma al tempo stesso investe in essa. Noi precari siamo stati trattati come l’ultima ruota di un carro già sgangherato, offesi per anni con assunzioni a settembre e licenziamenti a giugno, abbiamo comunque continuato a dare un servizio allo stato. Il silenzio dei media è assordante: quello che oggi sembra essere solo un problema nostro, si ripercuoterà sui giovani di domani. Una scuola che non garantisce qualità, è un danno per il futuro del Paese”. Tantissime le testimonianze degli studenti: da Domenico Galasso, dei Giovani comunisti, che invita ad uno sciopero generale della scuola che parta dall’Irpinia per investire tutto il paese, ai giovani dell’Alta Irpinia che puntano il dito contro la Provincia che nulla muove, a loro avviso, per il miglioramento delle strutture scolastiche. “Siamo oltre mille studenti – denuncia Graziana Palermo rappresentante d’istituto del ‘De Sanctis’ di Sant’Angelo dei Lombardi – e molti di noi sono costretti a fare lezione, in modo disumano e contro ogni direttiva sulla sicurezza, nel centro sociale comunale. La verità è che le nostre scuole valgono meno dei cacciabombardieri: lo smantellamento della scuola parte da lontano, dalla riforma Berlinguer, l’azione di questo governo non è altro che la punta di un iceberg”. Nonostante gli inevitabili attacchi ai sindacati accusati, soprattutto dai precari di essere in altre faccende affaccendati, qualcuno c’è: Antonio Famiglietti responsabile organizzazione della Cgil: “Quest’assemblea è la migliore risposta di qualità che si possa dare al Ministro Gelmini. Oggi è una giornata importante per l’Irpinia perché voi studenti state dimostrando di saper guardare in faccia i problemi ed essere in grado di discuterne coinvolgendo tutti gli interessati. Un bel modo alternativo di fare lezione”.
Ed effettivamente le idee ai ragazzi non mancano. Tanti i laboratori di discussione messi in piedi su varie tematiche: sull’edilizia, sul riordino dei quadri orari, sugli organi collegiali. Significativo il laboratorio sull’antimafia sociale organizzato in collaborazione con Libera: “Quello che preoccupa – dichiara Marco Cillo referente provinciale dell’Associazione di Don Ciotti – è l’indignazione mancante rispetto all’attacco alla scuola. Sono ancora troppo pochi gli studenti protagonisti che Libera, attraverso percorsi di cittadinanza attiva, prova a coinvolgere partendo dall’antimafia sociale e dai gemellaggi con scuole di ‘frontiera’ come quelle del Vallo Lauro”. (di Rossella Fierro)