Scuola – Studenti e precari insieme per gli Stati Generali Irpini

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Avellino – C’era proprio tutto il mondo della scuola questa mattina al ‘Samantha della Porta’ per gli Stati Generali convocati dalla Rete degli Studenti irpini. I ragazzi, giunti con pullman organizzati da tutta la provincia, gli insegnanti precari, il personale Ata, la Cgil, i Giovani Comunisti di Rifondazione, tutti insieme per una giornata di riflessione sul futuro della scuola italiana. “Il nostro obiettivo non è solo quello di dire ‘no’ alla Riforma Gelmini, ma quello di proporre il nostro modello di Scuola. – sottolinea Stefano Iannillo dell’Unione degli Studenti che si scaglia contro la logica dei tagli applicata dal governo – Questa riforma è un passo indietro terrificante per la qualità dell’istruzione: ne sono testimonianza l’adozione del maestro unico, la diminuzione del personale Ata. Così come il riordino dei licei: riportare a trent’anni fa l’insegnamento del latino e del greco, tagliando fondi alle sperimentazioni vuol dire impedire ai ragazzi di accedere a facoltà diverse da quelle classiche. La Gelmini – continua Iannillo – avrebbe dovuto fare il Ministro dell’Economia. I tagli alla Scuola Pubblica non si fermano neanche di fronte a tragedie come quella di Torino, quando un ragazzo che frequenta la scuola dell’obbligo ci lascia le penne perché un tetto gli cade in testa. E’ irresponsabile l’atteggiamento del Governo rispetto all’edilizia che qui in Irpinia rappresenta il dramma nel dramma”. La platea si infiamma quando viene toccato un altro degli aspetti salienti della riforma: il ddl Aprea che prevede la trasformazione delle scuole in fondazioni private, con la possibilità per i presidi di assumere e licenziare insegnati e con la trasformazione del consiglio d’istituto in consiglio d’amministrazione. Insomma quello che da anni gli studenti definiscono il modello di scuola azienda.
Luigi D’Onofrio portavoce del coordinamento precari irpini della scuola definisce, senza mezzi termini, un dramma esistenziale quello che lui e altri 19.999 colleghi stanno vivendo: “Questo governo ha attuato il più grande licenziamento che la storia della Repubblica ricordi. In Irpinia siamo circa 500, tra personale Ata ed insegnati, ad aver perso il posto di lavoro. Nessuno parla di noi: per i media una escort vale più di 20.000 famiglie sul lastrico! Eppure è dal luglio 2008, da quando è stata approvata la finanziaria di Tremonti, che noi precari abbiamo iniziato la nostra protesta perché avevamo già capito cosa sarebbe accaduto. Tagliano fondi alla scuola pubblica, ma finanziano quelle private, soprattutto se confessionali; l’Italia è il paese che ripudia la guerra ma al tempo stesso investe in essa. Noi precari siamo stati trattati come l’ultima ruota di un carro già sgangherato, offesi per anni con assunzioni a settembre e licenziamenti a giugno, abbiamo comunque continuato a dare un servizio allo stato. Il silenzio dei media è assordante: quello che oggi sembra essere solo un problema nostro, si ripercuoterà sui giovani di domani. Una scuola che non garantisce qualità, è un danno per il futuro del Paese”. Tantissime le testimonianze degli studenti: da Domenico Galasso, dei Giovani comunisti, che invita ad uno sciopero generale della scuola che parta dall’Irpinia per investire tutto il paese, ai giovani dell’Alta Irpinia che puntano il dito contro la Provincia che nulla muove, a loro avviso, per il miglioramento delle strutture scolastiche. “Siamo oltre mille studenti – denuncia Graziana Palermo rappresentante d’istituto del ‘De Sanctis’ di Sant’Angelo dei Lombardi – e molti di noi sono costretti a fare lezione, in modo disumano e contro ogni direttiva sulla sicurezza, nel centro sociale comunale. La verità è che le nostre scuole valgono meno dei cacciabombardieri: lo smantellamento della scuola parte da lontano, dalla riforma Berlinguer, l’azione di questo governo non è altro che la punta di un iceberg”. Nonostante gli inevitabili attacchi ai sindacati accusati, soprattutto dai precari di essere in altre faccende affaccendati, qualcuno c’è: Antonio Famiglietti responsabile organizzazione della Cgil: “Quest’assemblea è la migliore risposta di qualità che si possa dare al Ministro Gelmini. Oggi è una giornata importante per l’Irpinia perché voi studenti state dimostrando di saper guardare in faccia i problemi ed essere in grado di discuterne coinvolgendo tutti gli interessati. Un bel modo alternativo di fare lezione”.
Ed effettivamente le idee ai ragazzi non mancano. Tanti i laboratori di discussione messi in piedi su varie tematiche: sull’edilizia, sul riordino dei quadri orari, sugli organi collegiali. Significativo il laboratorio sull’antimafia sociale organizzato in collaborazione con Libera: “Quello che preoccupa – dichiara Marco Cillo referente provinciale dell’Associazione di Don Ciotti – è l’indignazione mancante rispetto all’attacco alla scuola. Sono ancora troppo pochi gli studenti protagonisti che Libera, attraverso percorsi di cittadinanza attiva, prova a coinvolgere partendo dall’antimafia sociale e dai gemellaggi con scuole di ‘frontiera’ come quelle del Vallo Lauro”. (di Rossella Fierro)

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