“Scuola, cambieremo registro. E’ una questione che deve stare a cuore a tutto il Governo”: l’impegno del sottosegretario De Cristofaro

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Alfredo Picariello – La politica dell’ascolto dei territori e delle loro esigenze fa tappa anche ad Avellino. Giuseppe De Cristofaro, sottosegretario all’Istruzione, dopo aver stretto la mano questa mattina a Potito (il 12enne di Stornella, in provincia di Foggia, che durante la manifestazione #FridaysForFuture di alcune settimane fa protestò da solo nella piazza del suo comune) nella sua scuola, arriva in Irpinia, a Palazzo Carcciolo, per un confronto a tutto campo. “Il nostro dovere – afferma – è innanzitutto quello di ascoltare. Sono ad Avellino per avere contezza delle tante questioni aperte. In tutti questi anni abbiamo ascoltato troppe parole e abbiamo assistito a troppe promesse mancate. Ci sono tanti problemi anche in Irpinia, so perfettamente che c’è un preoccupante crollo del numero di iscrizioni. Credo che servano azioni e risposte condivise da parte di tutti i Ministeri, non solo da parte del Miur. La scuola è una questione che deve stare a cuore a tutto il Governo”.

Sul tavolo del sottosegretario De Cristofaro, come era immaginabile, arriva una mole enorme di problemi. Si parla anche degli insegnanti di sostegno. Il loro avvio, molto probabilmente, non avverrà prima di febbraio. “Dobbiamo capire come invertire la tendenza. Non si può arrivare all’ultimo secondo e pensare di risolvere le questioni. Questo è un approccio sbagliato. Sicuramente ci impegneremo, da subito, a trovare delle soluzioni. Ma una cosa è sicura: il prossimo anno scolastico sarà molto diverso”.

Lo stesso impegno l’esponente di Leu lo prende su altro discorso spinoso, quello del dimensionamento scolastico. In provincia di Avellino sta diventando molto complicato organizzare gli istituti per un criterio numerico forse penalizzante. Si proverà ad abbassare la soglia numerica degli iscritti. “Mi auguro che si possa fare – dice De Cristofaro -. dobbiamo avere il coraggio di cambiare strada cambiando le cose che non funzionano”.

Del resto, come ha sempre detto lo stesso sottosegretario, la scuola può e deve essere un argine anche anche alla criminalità. “Sì, lo ribadisco. La repressione, pur essendo molto importante come è ovvio che sia, da sola non basta. Lo penso da sempre: serve un combinato disposto tra repressione e scuola. Una forte educazione alla legalità a partire dalle giovani generazioni forse serve più della repressione”.

Altra questione sul tavolo, è quella dell’edilizia scolastica. “E’ necessario intervenire nelle situazioni di crisi. Ma, oltre ai provvedimenti tampone, sono necessarie anche scelte innovative. Bisogna associare il tema dell’edilizia scolastica anche ai cambiamenti climatici in atto. Immagino nuove scuole all’avanguardia, ad impatto ambientale zero”.