Roma – Cambia l’esame di maturità: il Consiglio dei Ministri ha licenziato la proposta presentata dal Capo del Dicastero della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni. Tornano le commissioni esterne: saranno composte da tre docenti interni e tre esterni più il presidente esterno; la commissione potrà esaminare non più di due classi con un massimo di 35 alunni per classe, compresi i privatisti, per un totale di 70 alunni. L’ammissione avverrà previo superamento di tutti i debiti: l’esame di approvazione invece attraverso lo scrutinio del consiglio di classe e con il superamento di tutti debiti. Modifiche anche per la valutazione del curriculum scolastico che passerà dagli attuali 20 punti a 25. Per quanto riguarda l’assegnazione dei punti: 45 verranno attribuiti alle prove scritte e 30 al colloquio. Non ci sarà più la prova-test predisposta dall’Istituto Nazionale di Valutazione del sistema di istruzione, e la seconda prova degli Istituti Tecnici e Professionali avrà luogo in sede di laboratorio e potrà essere articolata anche su più giorni. Insomma, si rafforza il rapporto fra Scuola e Università con la presenza di professori universitari nell’ultimo anno di studi per favorire ed accompagnare l’orientamento dei ragazzi e di professori della scuola superiore nella definizione delle prove di accesso all’Università. Ora non resta che attendere cosa succederà nel percorso di approvazione da parte del Parlamento, che dovrà essere rapido in modo da dare per novembre-dicembre certezze a docenti e studenti su come sarà l’esame.
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