Scontro Tribunale – Solidarietà alle toghe irpine dall’U.C.P.I.

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Avellino – Attestati di solidarietà all’avvocatura irpina in protesta (sino al 3 aprile) contro la Procura della Repubblica di Avellino per l’ormai noto caso Balletta arrivano anche dalla Giunta nazionale dell’Unione delle Camere Penali Italiane. Nel corso dell’ultima riunione, l’organismo presieduto da Oreste Dominioni, ha espresso formalmente in una delibera “… la propria solidarietà” alle posizioni assunte dalla Camera Penale Irpina, manifestando “… profonda preoccupazione per quanto dalla medesima segnalato e per le conseguenze che le disfunzioni sopra denunciate sono inevitabilmente destinate a produrre, ed anzi hanno già prodotto, sul buon andamento della amministrazione della giustizia nel circondario del Tribunale di Avellino e sui diritti delle persone a vario titolo interessate all’esercizio della giurisdizione”.

Secondo la Giunta dell’U.C.P.I., la documentazione trasmessa dalle toghe irpine “… rende evidente la sussistenza di problematiche afferenti il funzionamento interno e l’esercizio dell’attività dell’Ufficio della Procura della Repubblica di Avellino, che si riflettono sui rapporti con l’avvocatura e con gli Uffici Giudicanti, generando uno scontro destinato ad incidere pesantemente sulla corretta amministrazione della giustizia; emerge in particolare un uso improprio e incontrollato degli organi di stampa da parte di detta Procura o comunque dalla medesima implicitamente avallato, una scarsa armonia nei rapporti fra il Capo dell’Ufficio e taluni dei suoi sostituti ed una conseguente difficoltà di coordinamento dell’attività dell’ufficio, la totale assenza del necessario rispetto delle decisioni dell’organo giudicante, gravi problematiche di gestione del carico di lavoro e di smaltimento dell’arretrato, una evidente conflittualità nei rapporti fra la Procura della Repubblica e la locale Avvocatura, sfociata da ultimo in un esposto a firma del Procuratore della Repubblica diretto alla Procura della Repubblica di Roma e nella conseguente aspra reazione della locale Camera Penale; emerge inoltre una scarsa trasparenza dell’operato dell’Ufficio di Procura, cui comunque il medesimo è tenuto in quanto organo della amministrazione dello Stato”.

“Tale disinvolto rapporto con i mezzi di informazione, purtroppo non infrequente – continua il deliberato – al di là delle intollerabili conseguenze sopra segnalate, sottende peraltro una concezione delle giurisdizione del tutto estranea al nostro assetto costituzionale così come a quello di ogni altro ordinamento democratico: in essa il ruolo dell’autorità inquirente si connota per l’essere depositaria di una verità che basta a sé stessa e non tollera confutazioni e la funzione degli organi della giurisdizione svilisce a semplice conferma, con ciò negandosi radicalmente la funzione stessa del processo ed il principio di autorità della decisione giudiziaria”.

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