Scontri a Roma, Camusso attacca: “Renzi abbassi i manganelli”

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Un fuoco incrociato di polemiche si è acceso tra sindacati e governo all’indomani degli scontri a Roma tra polizia e operai dell’Ast di Terni. “Faremo verifiche e prenderemo atti conseguenti” sono state le parole di Matteo Renzi su quanto accaduto a Roma durante il vertice con i sindacati a Palazzo Chigi. Il ministro dell’Interno Angelino Alfano riferirà sugli scontri venerdì alle 18,30 nell’Aula della Camera. Duro il commento del segretario generale della Cgil Susanna Camusso: “Il presidente del Consiglio dovrebbe provare ad abbassare i manganelli dell’ordine pubblico. Ho incontrato personalmente i lavoratori dimessi, tutti e due raccontano la stessa cosa: c’è stato un ordine esplicito. Stupisce sempre, del resto, che queste cose possano avvenire per caso. Ci deve essere un ordine”.
Intanto è mistero sui contatti tra Landini e Renzi durante gli scontri. Il leader della Fiomnega di aver avuto un contatto telefonico con il Presidente del Consiglio. «Abbiamo avuto contatti con il sottosegretario Delrio, e attraverso di lui con il ministro dell’Industria: non abbiamo avuto contatti con altri», ha precisato, uscendo dal Viminale dopo l’incontro con il ministro dell’Interno Alfano. Fonti di Palazzo Chigi confermano invece che il presidente del Consiglio e il leader della Fiom si sono sentiti mercoledì al telefono.
Intanto Sel è pronta a mettere in atto una raccolta firma per sfiduciare il ministro Angelino Alfano. Per la presentazione della mozione alla Camera, a norma di regolamento, serve la sottoscrizione del 10% dei parlamentari, 63 firme. La mozione, promossa da Sel, è in questo momento all’attenzione dei gruppi di opposizione al governo Renzi. Sel conta a Montecitorio 26 deputati che hanno già sottoscritto la mozione. Per la presentazione della mozione sarebbe sufficiente la firma di una piccola parte del M5S, che alla Camera ha 104 deputati. Per Alfano si tratterebbe del secondo voto di sfiducia individuale in Parlamento, dopo il caso Shalabayeva, la moglie del dissidente kazako Abliazov, espulsa dall’Italia in circostanze controverse la scorsa primavera.

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