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Provvedimenti. Su disposizione della Procura della Repubblica di Avellino coordinata dal Procuratore Di Popolo – che si è avvalsa della collaborazione degli agenti del Corpo Forestale dello Stato, del comando generale della Capitaneria di Porto della Guardia Costiera di Roma – sedici depuratori comunali sono stati sottoposti a sequestro preventivo e dissequestrati con l’obbligo da parte degli amministratori comunali e tecnici gestori dei vari impianti (risultati tra l’altro iscritti nel registro degli indagati) di “… ripristino della funzionalità degli impianti al fine di assicurare il rispetto di tutti i limiti tabellari” previsti dalle normative vigenti.
Dalla Procura massimo riservo sui nomi degli Enti e persone coinvolte. E’ da sottolineare come il Sabato, il Calore e l’Isclero attraversino più di 30 Comuni irpini. “Siamo di fronte ad una operazione che prende spunto da indagini partite dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e che hanno un respiro regionale”, ha spiegato il Procuratore Capo di Avellino Di Popolo che in conferenza stampa ha sottolineato il lavoro dei sostituti Patscot e Taddeo. Gli inquirenti hanno utilizzato per le indagini anche un drone (aeromobile a pilotaggio remoto) per monitorare anche le zone più inaccessibili dei corsi d’acqua.
“Qualificazione e competenza hanno contraddistinto il lavoro dei sostituti – ha continuato Di Popolo – tutto questo è per me motivo di orgoglio personale ora che mi accingo a lasciare quest’ufficio”.
Più di un anno fa, una analoga inchiesta (‘Fluminà’), operata sul versante sannita ma riguardante i medesimi corsi d’acqua coinvolti in Onda Nera, portò all’iscrizione nel registro degli indagati di quasi metà dei sindaci presenti sul territorio della provincia di Benevento.