Avellino – Tre fiumi che attraversano il territorio della provincia di Avellino – il Sabato, il Calore e l’Isclero – sarebbero inquinati dagli scarichi fognari. I reflui, in alcuni casi, sarebbero finiti senza alcun trattamento nei corsi d’acqua. In altri casi, secondo gli investigatori, invece venivano mal depurati. L’operazione, denominata ‘Onda nera’, ha accertato inefficienze in ben 16 impianti di depurazione, oltre al degrado dei fiumi Calore e Sabato e parte dell’Isclero, con violazioni, spesso anche gravi, dei limiti relativi all’escerichia coli, azoto ammoniacale, solidi sospesi, tensioattivi totali ed il saggio di tossicità.
Provvedimenti. Su disposizione della Procura della Repubblica di Avellino coordinata dal Procuratore Di Popolo – che si è avvalsa della collaborazione degli agenti del Corpo Forestale dello Stato, del comando generale della Capitaneria di Porto della Guardia Costiera di Roma – sedici depuratori comunali sono stati sottoposti a sequestro preventivo e dissequestrati con l’obbligo da parte degli amministratori comunali e tecnici gestori dei vari impianti (risultati tra l’altro iscritti nel registro degli indagati) di “… ripristino della funzionalità degli impianti al fine di assicurare il rispetto di tutti i limiti tabellari” previsti dalle normative vigenti.
Dalla Procura massimo riservo sui nomi degli Enti e persone coinvolte. E’ da sottolineare come il Sabato, il Calore e l’Isclero attraversino più di 30 Comuni irpini. “Siamo di fronte ad una operazione che prende spunto da indagini partite dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere e che hanno un respiro regionale”, ha spiegato il Procuratore Capo di Avellino Di Popolo che in conferenza stampa ha sottolineato il lavoro dei sostituti Patscot e Taddeo. Gli inquirenti hanno utilizzato per le indagini anche un drone (aeromobile a pilotaggio remoto) per monitorare anche le zone più inaccessibili dei corsi d’acqua.
“Qualificazione e competenza hanno contraddistinto il lavoro dei sostituti – ha continuato Di Popolo – tutto questo è per me motivo di orgoglio personale ora che mi accingo a lasciare quest’ufficio”.
Più di un anno fa, una analoga inchiesta (‘Fluminà’), operata sul versante sannita ma riguardante i medesimi corsi d’acqua coinvolti in Onda Nera, portò all’iscrizione nel registro degli indagati di quasi metà dei sindaci presenti sul territorio della provincia di Benevento.
