Scandalo esami all’Unisa, la Procura: 43 a processo

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La Procura di Salerno chiede il processo anche per i 43 studenti dell’Università di Salerno che nel 2016 avrebbero beneficiato del sistema messo in piedi da un dipendente del Dipartimento di Umanistica dell’ Ateneo per falsificare non solo le iscrizioni alla Facoltà di Medicina, nonostante non fosse mai stata superata la prova di accesso,ma anche far risultare esami mai sostenuti per alcuni studenti. Ora proprio nei loro confronti il sostituto procuratore che ha condotto le indagini, il pm Giampaolo Nuzzo, ha chiesto al Gup del Tribunale di Salerno Giovanna Pacifico il processo per i quarantatre indagati a vario titolo di una sfilza di reati. Quello che sarà celebrato il prossimo primo marzo presso la Cittadella Giudiziaria di Salerno.

I REATI CONTESTATI

Settantotto capi di imputazione. Contestati a vario titolo ai due dipendenti dell’Università coinvolti nel vero e proprio scandalo, reati che vanno dall’accesso abusivo al sistema informatico all’indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento diversi dai contanti, Falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e documenti informatici, frode informatica.

LE INDAGINI

Le indagini avevano portato a due misure cautelari nei confronti di Carmine Leo,64 anni e Carmine Cioffi, 52 anni, di Contrada ( per cui si è proceduto separatamente per il giudizio) Gli accertamenti delle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Salerno erano stati avviati in seguito alla denuncia presentata dallo stesso Ateneo, che tramite l’Audit interno aveva rilevato delle irregolarità nella procedura di immatricolazione di due studenti, i quali erano iscritti alla Facoltà di Medicina, pur senza essersi classificati in posizione utile nella graduatoria unica nazionale di merito dei test d’ingresso. In quell’occasione, era subito emerso che l’iscrizione era stata effettuata materialmente da un dipendente dell’Università, il 64enne Carmine Leo, attraverso l’accesso abusivo al Sistema Informatico di Segreteria (così detto ESSE 3). I successivi approfondimenti investigativi avevano evidenziato, inoltre, che l’indagato era solito utilizzare le proprie credenziali per attestare falsamente esami universitari in realtà mai sostenuti dagli studenti beneficiati, in cambio di specifiche regalie (particolare curioso, anche fumetti da collezione). Alla fine erano 34 le carriere universitarie agevolate dalla false attestazioni di esami che non erano mai stati conseguiti. In un caso addirittura l’intera carriera universitaria.

GLI IRPINI COINVOLTI

Nelle indagini, oltre al dipendente originario di Contrada Carmine Cioffi, erano finite anche tre studentesse universitarie irpine . Si tratta di persone residenti nello stesso capoluogo e a Lauro e Contrada. Anche per loro erano scattate le certificazioni di esami tramite sistema informatico in realtà mai sostenuti. Per la studentessa avellinese, oltre a due esami mai sostenuti e inseriti nella sua carriera universitaria grazie all’ accesso abusivo al sistema Esse 3 dell’Università, Cioffi e Leo avevano anche modificato la fascia reddituale, facendola risultare più bassa e quindi consentendogli di pagare meno tasse. Ben sei esami per una studentessa di materie umanistiche di Lauro, che dalle indagini delle Fiamme Gialle in realtà non aveva mai sostenuto gli stessi. Cinque esami per una studentessa legata da parentela con Carmine Cioffi. Ora si attende nei loro confronti la decisione da parte del Gup del Tribunale di Salerno.