Scandalo Acs Avellino, bocche cucite a Palazzo di Città

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Pasquale Manganiello – Aria tesa e poca voglia di parlare per assessori e consiglieri comunali stamane a Palazzo di Città. Il sindaco Paolo Foti ha convocato per domattina alle 10 la conferenza dei capigruppo per dirimere politicamente la questione dopo lo scandalo che ha investito il Comune e la partecipata Acs.

Poca voglia di commentare l’ennesima pagina vergognosa consumata nella Pubblica Amministrazione avellinese e, soprattutto, l’indagine in corso per peculato nei confronti di un consigliere comunale.

“Vediamo prima cosa è successo” – ha dichiarato Dino Preziosi ad Irpinianews, così come Gianluca Festa che ha riferito:

“L’argomento è serio ed è troppo presto per esprimere giudizi. Ho appreso quanto accaduto dalla stampa. Certo è che la nostra linea di prendere le distanze da questa Amministrazione sta evidentemente pagando. Colui che dovrebbe preoccuparsi ha un nome e cognome: Paolo Foti”.

L’Assessore Arturo Iannaccone ha affermato di non aver preso conoscenza della vicenda mentre l’assessore alla trasparenza Marco Cillo si è trincerato dietro il classico “no comment”.

La capogruppo Pd Enza Ambrosone si è limitata a confermare la riunione convocata per domattina mentre Salvatore Cucciniello ha evidenziato che il Consiglio monotematico sull’Acs saltò proprio perchè c’era un’indagine in corso.

Peculato, corruzione, abuso d’ufficio, questi i reati, a vario titolo, che hanno colpito l’amministratore unico dell’Azienda Città Servizi, Amedeo Gabrieli raggiunto dalla misura di arresti domiciliari e altre cinque persone, Mauro Aquino, Giuseppe Freda, Sergio Galluccio, Vincenzo Marciano e Luciana Giugliano per cui è stato predisposto il divieto di dimora nel Comune di Avellino.

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