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L’avvocato Antonio Petrozziello di Legambiente che ha partecipato alla riunione del coordinamento regionale rifiuti svoltasi proprio a Savignano il 16 luglio scorso, così commenta i dati del laboratorio Biodaunia: “Il primo dato allarmante che emerge da una così grave presenza di metalli pesanti nel liquido analizzato, è la qualità del rifiuto che la discarica di Pustarza tratta: un rifiuto non differenziato e soprattutto non controllato. Inoltre bisogna tener presente che il prelievo è stato effettuato nella zona circostante alla discarica e parliamo di un percolato già diluito nell’acqua piovana. Se il prelievo fosse stato fatto all’interno delle vasche, i valori risulterebbero ancora più alti. Questo è davvero pericoloso”. Petrozziello sottolinea poi come il cedimento, non più di una settimana fa, della terza vasca della discarica rappresenti l’inadeguatezza della struttura e un rischio inquinamento ancora maggiore: “Se il percolato fuoriesce in modo così copioso, come si vede nel video in questione, vuol dire che la discarica non è in grado di sostenere neanche fattori ordinari come può essere un temporale, figuriamoci fattori straordinari. E’ tutto l’impianto ad avere grossi problemi”.
Per Olimpia Roberto oltre il danno la beffa: “E’ oltre un anno che chiediamo all’amministrazione comunale di rendere pubbliche le analisi dei liquidi presenti nella discarica, ma niente. Addirittura l’amministrazione ha inviato al Consiglio dei Ministri una lettera per sapere se io, in quanto consigliere di minoranza, sia legittimata a visionare questa documentazione. Ha capito il paradosso: esistono consiglieri di serie A e di serie B? Per questo abbiamo deciso di contattare da soli un laboratorio analisi, perché abbiamo il diritto di sapere cosa mettiamo sulle nostre tavole, che acqua beviamo”. E le preoccupazioni di Roberto e degli altri cittadini sono ben dovute. I metalli pesanti contenuti in prodotti ingeriti sono tutti inquinanti non biodegradabili e quindi restano nel nostro organismo per sempre, aumentando seriamente il rischio di ammalarsi di varie forme di cancro, nonché possono provocare danni al tessuto celebrale e nervoso. (di Rossella Fierro)