Savignano I – In un video il percolato che fuoriesce dalla discarica

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Savignano Irpino – Continua l’odissea degli abitanti di contrada Pustarza, quotidianamente a contatto con la discarica, inascoltati dalle istituzioni e vessati dal governo centrale. Basta un poco di pioggia per mettere in guardia i cittadini che muniti di telecamera si sono trasformati in reporter fai da te. Il video. Il video, visibile sul sito youreporter.it, mostra il percolato misto ad acqua piovana che straripa dalle vasche della discarica inondando terreni e corsi d’acqua circostanti. In particolare al minuto 3.10 si vede chiaramente un tubo che pompa l’acqua dalla discarica verso l’esterno. Ed è proprio un campione di questo liquido che i cittadini, tramite Olimpia Roberto, consigliere comunale di opposizione e attivista del Comitato difesa del territorio di Savignano Irpino, hanno fatto analizzare privatamente dal laboratorio analisi chimico – clinico – microbiologico Biodaunia del dottor Raviele Mario & C. s.a.s di Foggia. I valori rilevati dagli esperti sono allarmanti: in particolare il cromo risulta presente al 70 milligrammi a litro mentre il limite previsto dal D.LGS. 31/01 lo stabilisce entro un valore inferiore al 50,il nichel rilevato a 43 mg/l mentre dovrebbe essere inferiore inferiore al 20. Preoccupanti anche i valori trovati di alluminio e ferro a 100mg/l, molto vicini al limite che li vuole inferiori al 200. Ma il dato più pericoloso è sicuramente quello del piombo risultato a 110mg/l mentre il decreto legge lo fissa a meno di 10: un valore superiore del 1000%!. Metalli pesanti che vengono assorbiti dai campi, dalle acque, dai pesci e, di conseguenza, entrano nella catena alimentare.

L’avvocato Antonio Petrozziello di Legambiente che ha partecipato alla riunione del coordinamento regionale rifiuti svoltasi proprio a Savignano il 16 luglio scorso, così commenta i dati del laboratorio Biodaunia: “Il primo dato allarmante che emerge da una così grave presenza di metalli pesanti nel liquido analizzato, è la qualità del rifiuto che la discarica di Pustarza tratta: un rifiuto non differenziato e soprattutto non controllato. Inoltre bisogna tener presente che il prelievo è stato effettuato nella zona circostante alla discarica e parliamo di un percolato già diluito nell’acqua piovana. Se il prelievo fosse stato fatto all’interno delle vasche, i valori risulterebbero ancora più alti. Questo è davvero pericoloso”. Petrozziello sottolinea poi come il cedimento, non più di una settimana fa, della terza vasca della discarica rappresenti l’inadeguatezza della struttura e un rischio inquinamento ancora maggiore: “Se il percolato fuoriesce in modo così copioso, come si vede nel video in questione, vuol dire che la discarica non è in grado di sostenere neanche fattori ordinari come può essere un temporale, figuriamoci fattori straordinari. E’ tutto l’impianto ad avere grossi problemi”.

Per Olimpia Roberto oltre il danno la beffa: “E’ oltre un anno che chiediamo all’amministrazione comunale di rendere pubbliche le analisi dei liquidi presenti nella discarica, ma niente. Addirittura l’amministrazione ha inviato al Consiglio dei Ministri una lettera per sapere se io, in quanto consigliere di minoranza, sia legittimata a visionare questa documentazione. Ha capito il paradosso: esistono consiglieri di serie A e di serie B? Per questo abbiamo deciso di contattare da soli un laboratorio analisi, perché abbiamo il diritto di sapere cosa mettiamo sulle nostre tavole, che acqua beviamo”. E le preoccupazioni di Roberto e degli altri cittadini sono ben dovute. I metalli pesanti contenuti in prodotti ingeriti sono tutti inquinanti non biodegradabili e quindi restano nel nostro organismo per sempre, aumentando seriamente il rischio di ammalarsi di varie forme di cancro, nonché possono provocare danni al tessuto celebrale e nervoso. (di Rossella Fierro)

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