Santoro: “Vogliamo un’Avellino solidale, stop ai soliti personaggetti”

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“Siamo in campo per il cambiamento per un’Avellino solidale”. Affiancato dalla sua squadra, Amalio Santoro chiude la campagna elettorale di “Si Può-Centro Sinistra”. “Abbiamo scelto le piazza, il contatto con la gente, perché riteniamo che la politica sia ancora questo. Altri hanno fatto campagne elettorali molto costose, evidentemente hanno interessi forti alle loro spalle”.

L’attenzione di Santoro è rivolta ad una città che vive una situazione di grande sofferenza. “Bisogna partire da chi resiste ogni giorno, come le famiglie, i rappresentanti del volontariato, le parrocchie. La risposta ai problemi non può essere affidata ai soliti personaggetti che si candidano sotto tutte le bandiere e in ogni stagione”.

Nel suo mirino finisce Cipriano e la sua squadra. “Hanno messo su un baraccone con i presunti ex demitiani improvvisati e quelli di via Tagliamento ridotti a fare i camerieri di Poppa e Iacovacci”. Ma ce n’è anche per Gianluca Festa. “Fanno sempre festa, mentre la città muore. Con loro c’è il craxiano di Benevento che è venuto ad Avellino ad insegnarci come si fa politica”.

Il candidato sindaco di “Si Può – Centro Sinistra” immagina un’Avellino solidale in grado di riconquistarsi i suoi spazi. “Deve essere la città del Fenestrelle, del San Francesco. Gli imprenditori non possono fare quello che vogliono, ma devono partecipare alla rigenerazione urbana e alla messa in sicurezza degli edifici. Non possiamo ritornare agli scempi e agli errori degli anni ’80”.

Cita gli esempi di Gabriele Matarazzo, don Michele Grella, Michele D’Ambrosio “e l’impegno di un grande sindaco, Tonino Di Nunno. Un’Avellino diversa è possibile, serve il contributo e l’aiuto di tutti per avviare un nuovo percorso”.

Stasera alle 18, presso il Circolo della Stampa di Avellino, comizio per la campagna elettorale della lista “Si Può – Centro Sinistra”. Interverrà anche il candidato sindaco Amalio Santoro. A seguire ci sarà la proiezione del documentario “Un posto sicuro”.