Santoro, Pd: si torni al piano dell’Enea. Il ciclo è stato stravolto

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Ariano Irpino – Si torni al piano dei rifiuti steso dall’Enea, che prevedeva la gestione provinciale dei rifiuti e si assegni il termovalorizzatore a quelle aree che hanno subito le discariche. Lo afferma Pasqualino Santoro, consigliere comunale del Partito democratico di Ariano Irpino ed ex vice-presidente del Comari Av2. “Se fossero state seguite le direttive tracciate da quel piano, noi oggi non ci troveremmo in queste drammatiche condizioni – sottolinea Santoro – perché l’emergenza sarebbe rientrata da tempo ed ogni provincia avrebbe avuto un proprio sistema relativo al ciclo integrato dei rifiuti. L’emergenza fu dichiarata perché, nel frattempo che fossero stati realizzati gli inceneritori, le discariche avrebbero dovuto raccogliere la spazzatura prodotta in regione Campania, ma con un particolare molto significativo – spiega Santoro – e cioè che ogni provincia aveva la propria discarica che doveva essere messa nel circolo dei rifiuti con le isole ecologiche, le stazioni di trasferenza, i cdr di qualità, gli impianti di compostaggio e gli inceneritori, che sarebbero dovuti essere cinque. Ma il presidente della regione Campania – Antonio Rastrelli – modificò quel piano dell’Enea portando il numero degli inceneritori da cinque a due; successivamente organizzò la gara internazionale per la loro gestione e risultò vincitrice la Fibe. Cosa successe, allora? Essendosi diluiti i tempi della emergenza le discariche di minore volumetria si riempirono rapidamente e fu necessario puntare su quelle più grandi, come Difesa Grande, per raccogliere i rifiuti di tutta la Campania, rimasti in mezzo alle strade: ecco come le discariche, tutte provinciali, divennero regionali. La maggiore quantità di rifiuti per singolo impianto e la mancata partenza della raccolta differenziata ha creato un effetto domino sui cdr, i quali, invece di raccogliere cinquecento tonnellate al giorno di rifiuti di qualità, hanno funzionato con quantitativi ben maggiori e con una spazzatura indifferenziata. Il sistema è andato in tilt e nessuno ha avuto più la volontà o la possibilità di mettere le cose a posto. Se fosse stata seguita la strada tracciata dall’Enea e le linee approvate dalla Giunta regionale presieduta da Giovanni Grasso, non avremmo avuto alcun problema. Non solo – sottolinea Santoro – ma non avremmo registrato le anomalie legate alla gestione provata degli impianti: in un primo momento i consorzi avrebbero dovuto gestire lo smaltimento dei rifiuti e direttamente le discariche, ma ancora Rastrelli modificò le regole sottraendo ai consorzi la gestione degli sversatoi. Bene ha fatto la Provincia ad aver approvato il piano per la provincializzazione – aggiunge l’esponente del Partito democratico – perché va nella giusta direzione, ma la sudditanza da Napoli, che non è stata rimossa, rende praticamente vano lo sforzo compiuto, perché i nostri impianti provinciali non furono tarati per i quantitativi regionali e per ricevere il rifiuto indifferenziato. Noi abbiamo fatto la nostra parte anche in considerazione della differenziata, che ha raggiunto la media del 41 per cento e non mi sembra corretto continuare a penalizzare il nostro territorio, come vorrebbero fare al commissariato regionale. Propongo – conclude – che l’Irpinia si sganci definitivamente da Napoli, dando vita all’autonomia gestionale, e chieda il termovalorizzatore provinciale da allocare nei comuni che hanno ricevuto la discarica”.

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