Sant’Agata de’ Goti, azienda lavorazione marmi abusiva: scatta il sequestro

Sant’Agata de’ Goti, azienda lavorazione marmi abusiva: scatta il sequestro

15 Febbraio 2021

Sant’Agata de’ Goti, azienda lavorazione marmi abusiva: scatta il sequestro da parte dei militari della locale stazione Carabinieri Forestale, gruppo di Benevento, a seguito di un controllo del territorio.

Il sequestro è scaturito a seguito dalla constatazione, da parte dei militari intervenuti, del fatto che il titolare dell’opificiodi circa 800 mq, stava esercitando l’attività produttiva e commerciale in assenza dei prescritti titoli autorizzativi, nello specifico di autorizzazione alle emissioni in atmosfera, di valutazione delle emissioni sonore relative all’utilizzo dei macchinari e attrezzature (impatto acustico), di SCIA (segnalazione al Comune di inizio attività) ed era privo di documentazione attestante lo smaltimento dei rifiuti (anche speciali pericolosi) che in parte risultavano stoccati nell’immobile.

Inoltre, all’interno dei locali, dove avveniva il taglio e la lucidatura del materiale lapideo non è stata riscontrata la presenza di sistemi di captazione, convogliamento e allontanamento delle polveri del marmo, precauzioni di legge per la sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro.

Pertanto, il titolare dell’opificio, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria, ipotizzando a suo carico le violazioni al Testo Unico Ambientale per attività di gestione di rifiuti non autorizzata ed emissioni in atmosfera non autorizzate di sostanze aeriformi costituite da polveri generate dai processi di lavorazione del marmo.

I controlli delle attività produttive, da parte del personale Carabinieri Forestale, che nello scorso mese avevano già portato alla chiusura di altri due opifici (una falegnameria industriale ed un’azienda lavorazione marmo) che operavano abusivamente e senza le prescritte autorizzazioni ambientali, proseguiranno capillarmente su tutto il territorio di competenza a tutela dell’ambiente ed a salvaguardia della salute pubblica.