In Irpinia il vento di protesta non si placa. Sindaci, amministratori e opinione pubblica fanno sentire la loro voce e proclamano scioperi, generali e della fame, organizzano manifestazioni sotto i palazzi ‘che contano’, difendono con le unghie e con i denti quello che considerano un diritto inalienabile ma strappato da un’asettica contabilità operata ai ‘piani alti’ per riempire buchi e tagliare ‘rami secchi’ sparsi qua e là per la regione.
Il consiglio provinciale straordinario di domenica sarà aperto ad, associazioni, manager e operatori sanitari, Ordine dei Medici e sindacati di categoria. Ma saranno soprattutto presenti (ma non nella sala consiliare di Palazzo Caracciolo bensì sui suoi marciapiedi), anche i cittadini bisaccesi. Domenica prossima da loro ci si aspetta ‘particolari e colorite’ forme di protesta, come striscioni e veri e propri travestimenti. “I miei concittadini – ha spiegato il sindaco Frullone – ci accompagneranno in questo viaggio, si sono organizzati per partecipare civilmente all’incontro di domenica, ma non si escludono manifestazioni ‘colorite’ ”.
Martedì è stato inoltre proclamato lo sciopero generale in tutta l’Alta Irpinia. Ma soprattutto martedì la cittadinanza raccoglierà e porterà avanti l’iniziativa lanciata domenica scorsa dai sindaci di Sperone e Bisaccia Alaia e Frullone e dai consiglieri bisaccesi Santoli, Di Pietro e Trivelli: lo sciopero della fame. Circa un centinaio di persone infatti, guidate dal paesologo Franco Arminio, si asterranno dal cibo per protesta.
Il sindaco di Sperone, Alaia, quanto mai ostinato sta valutando come aderire a questo nuovo sciopero della fame. Le sue condizioni di salute lo hanno costretto mercoledì scorso a riprendere a nutrirsi contro la sua volontà. Per impegni presi già da tempo, venerdì e domenica dovrà presenziare a due incontri. “Valuterò se farlo da casa o se invece iniziarlo invece che martedì domenica 30 maggio”. Qualsiasi sia la decisione le decisione, il sindaco, il testardo sindaco di Sperone continua la lotta.
