Sanità, Morano salva solo Petracca: “Gestione fallimentare, così l’Irpinia affonda”

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Renato Spiniello – “Più che un commissario straordinario, De Luca è un commissario liquidatore”: così in una recente intervista Sabino Morano, esponente del centrodestra avellinese, criticava la nomina del Presidente della Regione Campania a titolare ad acta della sanità campana. “Lo stesso consigliere di maggioranza Maurizio Petracca – incalza il promotore di Primavera Irpinia tornando sulla vicenda – non ha potuto fare a meno di sottolineare i limiti oggettivi di una gestione che non è ingeneroso a mio avviso definire fallimentare”.

Dura la presa di posizione del consigliere regionale dell’Udc, che si aspettava un cambio di governance che finora non c’è stato e che per il momento ha portato unicamente all’innalzamento del tetto salariale dei manager di Asl e Aziende Ospedaliere. Sulla medesima linea, Morano precisa come la sanità campana – e dunque anche irpina – sia totalmente abbandonata a sé stessa. “Ad eccezione di qualche timido accenno del consigliere Petracca – spiega il moderato – la deputazione regionale risulta completamente inadeguata, quando non del tutto assente sulle questioni concrete, impegnata come è in auto celebrazioni, passerelle e sindromi annunciate”.

Secondo Morano “da una parte vengono fatti annunci deliranti di fantomatici milioni di euro in arrivo ormai da tempo immemorabile” mentre dall’altra “l’Irpinia affonda in una realtà denigrante, relegata al ruolo di una sorta di colonia e abbandonata ad un triste destino, grazie all’operato di un classe politica livellata verso il basso”.

Ma le colpe del Pd non si limitano alla gestione della sanità pubblica: “L’Irpinia si sta desertificando nelle mani di un Partito Democratico che somiglia più ad un grande ufficio di collocamento per pseudo dirigenti politici di scarsa qualità che ad una forza politica. E mentre il territorio versa nell’abbandono più totale, i vertici dem provinciali vanno a palazzo Santa Lucia a cercare sponde ed alleanze per le loro lotte interne, in un gioco al massacro che si riversa nelle istituzioni e ne determina l’assoluta paralisi”.

Se il Pd è il male dell’Irpinia, necessità dunque un rinnovamento, come auspicato da Morano: “Tale rinnovamento deve passare attraverso la costruzione di una grande forza alternativa a questo squallore che siamo tutti i giorni costretti a vedere. Una forza fatta di energie positive, idee di qualità ed uomini liberi che conduca la nostra provincia verso una ‘primavera’ sociale, culturale e politica”.