Solofra – “E’ finito il tempo del grido battagliero ‘o ospedale o morte’: la programmazione del servizio sanitario deve essere riacquisita dalla Regione che delegherà alle Asl la gestione”. A riferirlo è Mario Santangelo, assessore regionale alla Sanità, che questa mattina ha presenziato all’inaugurazione della nuova Tac all’ospedale ‘Landolfi’ di Solofra. Un appuntamento che per l’esponente di Palazzo Santa Lucia rientra in una logica di sviluppo e potenziamento incentrato nell’ottica della riorganizzazione della rete sanitaria pensata dalla Regione Campania.
Presenti, tra i vari, all’incontro odierno con Santangelo, Albino D’Ascoli, commissario dell’Asl di Avellino, Antonio Postiglione e Gianvito Scotto, subcommissari dell’Asl provinciale, Rita Capone, direttore sanitario dell’ospedale Landolfi, Onorio Nargi, direttore Area Dipartimentale Radiologia e Diagnostica per Immagini del Landolfi, Pino Rosato, direttore generale del Moscati, Antonio D’Avanzo, presidente dell’Ordine dei Medici di Avellino, i consiglieri regionali Francesco D’Ercole e Roberto Castelluccio, Rosa D’Amelio, Domenica Lomazzo, Consigliera di Parità della Provincia di Avellino, i sindaci di Solofra e Montoro Superiore, Antonio Guarino e Francesco De Giovanni.
“La Tac – ha spiegato Santangelo in apertura – rappresenta uno dei mezzi più all’avanguardia e di massima utilità presenti nelle strutture ospedaliere. L’ospedale Landolfi costituirà uno dei cardini della rete che stiamo ridisegnando in Regione, ovverouna griglia pensata su base territoriale attraverso il trasferimento ed il potenziamento degli ospedali. La struttura di Solofra andrà irrobustita ma questo non passerà solo attraverso un semplice adeguamento delle unità già presenti; ciò dovrà necessariamente rientrare in una logica di zonazione. Il Landolfi è l’ospedale del circondario e per questo verrà potenziato anche in termini di dimensioni”.
L’ASL IRPINA – Nell’ambito nel piano di ristrutturazione del sistema sanitario locale, Santangelo ‘promuove’ quanto portato avanti sinora dal commissario dell’Asl di Avellino: “Pur navigando in acque poco calme – ammette l’assessore regionale – il commissario D’Ascoli in poco tempo si è attivato nel migliore dei modi, operando in una visione territoriale a 360 gradi. La Sanità è un servizio pubblico, non un bene produttivo esclusivo di questo o quel Comune. Deve garantire una funzionalità eccelsa per tutto il territorio di competenza e ogni ospedale dovrà sposarsi con il territorio cui sottintende”.
Santangelo, quindi, si è soffermato sulla necessità dell’accorpamento e del trasferimento di alcune strutture ospedaliere: “Non confondiamo la presenza di un ospedale in un Comune come segno distintivo di privilegio. Anche al Landolfi come in altre strutture presenti in provincia, ad esempio, si verificano ricoveri impropri, elemento che costituisce una grave perdita di tempo per molti cittadini. In sede regionale stiamo lavorando per completare la differenziazione degli ospedali. L’obiettivo è che la programmazione ritorni in capo alla Regione. Ecco come e perché ospedali come quelli di Solofra entreranno in una logica di rete secondo le linee di sviluppo che abbiamo immaginato”.
CITTA’ OSPEDALIERA E CROM – Due testimonianze che per Santangelo rappresentano l’efficienza del ‘made in Irpinia’. “Per il Crom (Centro di ricerche oncologiche di Mercogliano) attendiamo che si arrivi alla conclusione dell’installazione del ciclotrone con annessa officina farmaceutica che consentirà la produzione di farmaci trancianti sperimentali. La realtà della città ospedaliera di Avellino, invece, è ormai consolidata nel panorama regionale e sarà riconosciuta, al pari del Cardarelli ad esempio, quale struttura di terzo livello dove verranno assicurate funzioni di più alta qualificazione legate all’emergenza tra cui la cardiochirurgia, la neurochirurgia, la terapia intensiva neonatale, le unità per grandi ustionati e i trauma center”.
LA COMPETIZIONE TRA PRIVATO E PUBBLICO – Un passaggio importante l’assessore regionale lo ha dedicato anche alla realtà del deficit della Sanità regionale. Per quanto concerne la spesa sanitaria, la ripartizione per Regioni mostra che, dopo la Sicilia, a spendere di più in assoluto è la Campania con circa 2 miliardi di euro (in pratica 357 per ogni cittadino) con servizi sanitari offerti alla gente che, però, non sono proprio sinonimo di eccellenza. “Un privato che sia in concorrenza spietata con la rete di assistenza sanitaria pubblica non porterà mai a nulla di buono e la stessa cosa accade quando a sovrapporsi sono reparti simili tra privato e pubblico. Dobbiamo creare una rete che sia efficiente. Bisogna ragionare in termini diversi rispetto al passato, metterci sul terreno della competizione paritaria rispetto al privato. In questo senso stiamo pensando anche ai privati”. Insomma, una sorta di ‘apertura’, seppur in stato embrionale, che potrà permettere al privato, con le sue capacità e le sue eccellenze, di occupare spazi che il pubblico non riesce a sostenere. “Otterremo così un salto di qualità finalizzato al miglioramento dell’assistenza pubblica e, contestualmente, ci permetterà di compiere qualche passo in più verso il pareggio del deficit sanitario della Regione”.
LA VICENDA DEL DISTRETTO DI MONTORO – In merito allo spostamento ad Atripalda del distretto sanitario di Montoro Superiore, il primo cittadino di Solofra, Guarino, ha espresso il proprio disappunto sulla vicenda: “E’ inutile nasconderlo: l’accorpamento amministrativo dei distretti sanitari non ci ha trovati d’accordo e nei prossimi giorni ci confronteremo con il commissario D’Ascoli per approfondire ulteriormente la vicenda. Fin da adesso però posso tranquillamente dire che nel caso in cui ci dovessero arrivare piene rassicurazioni rispetto al mantenimento dei servizi sanitari sul territorio, per me la questione sarebbe definitivamente chiusa”.
A calmierare i toni della polemica (che ha visto anche uno scontro tra le amministrazioni comunali di Solofra e Montoro Superiore, ndr) ancora Santangelo: “Avere il distretto significa garantire tutti i presidi sanitari sul territorio per una determinata quantità di cittadini, alleggerendo di fatto l’ospedale stesso di una serie di carichi inutili. Invece, dobbiamo pensare di migliorare le condizioni di trasporto, di creare una rete che permetta durante la fase di trasferimento di curare il paziente”.
NUOVA INFLUENZA – Infine, Santangelo ha dedicato una riflessione anche sulla diffusione del virus H1N1 che in Irpinia ha causato il decesso di due pazienti: “La Provincia di Avellino – ha spiegato – ha reagito in maniera egregia attraverso i piani di emergenza e grazie alle strutture e professionalità presenti sul territorio. In effetti parliamo di un’area che è stata colpita in maniera meno forte rispetto alle altre realtà della Campania e le vittime che sinora sono state registrate avevano tutte gravi patologie pregresse. Siamo convinti che la crescita e la diffusione del virus sia già rallentata e stia pian piano decrescendo”. (anpi)
