Sanità a rischio, Montemarano: “Meno 1500 posti letto in regione”

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Napoli- “I reparti che hanno un occupazione di posti letto inferiore al 75 per cento saranno soppressi”. L’assessore regionale alla Sanità Montemarano è stato categorico. La sua linea è inflessibile e sancisce che tutti i reparti di maternità saranno mantenuti solo se effettuano più di 400 parti all’anno. Il decreto, dopo una serie di discussioni con i Ministeri di Economia e Welfare, per risparmiare e rientrare con le spese, ha previsto di ridurre 1500 posti letto tra pubblico e privato, salvaguardando zone geografiche come isole e montagne e unificando ospedali vicini pochi chilometri.
La notizia, tutt’altro che positiva per l’Alta Irpinia, vede in serie difficoltà i presidi ospedalieri che sono già in fibrillazione, nonostante le promesse a questo punto da…marinaio di qualche politico del posto. Si tratta di entrare negli standard previsti dal decreto Montemarano che sarà presentato il 10 ottobre all’esecutivo Bassolino. Se il piano dovesse essere approvato le struuture ospedaliere dovranno adeguarsi ai criteri che riguardano la soppressione dei reparti che hanno un’occupazione di posti letto inferiore al 75% e quelli di maternità con meno di 400 parti l’anno. L’assessore alla Sanità ha avvertito gli amministratori: sarà intollerante verso qualsiasi tipo di opposizione, ma il disappunto tra le comunità, ad iniziare dall’Alta Irpinia già alle prese con il caso discarica è legittimo. Sindaci e parti sociali hanno più volte ribadito che il decreto redatto per far rientrare il deficit esoso che contraddistingue il debito pubblico campano, va a discapito dei piccoli ospedali a vantaggio della sanità campana, principale artefice del debito protrattosi in questi anni.
Secondo il piano saranno colpiti anche un centinaio di primari che dopo 40 anni di contributi e i 65 anni di età dovranno andare inderogabilmente in pensione. Le ultime notizie sui conti rosso evidenziano che da aprile a giugno, si sarebbe verificato uno sforamento di 157 milioni di euro che riguardano i precari assunti in estate, 700 medici e 2200 paramedici ai quali si devono aggiungere i circa 100 milioni di ulteriore sforamento del primo trimestre di questo anno. Il disavanzo è superiore rispetto a quello accertato per il quale esiste un piano di rientro. Per la nostra regione si parla di circa 8 miliardi di euro di buco sanitario maturato al 31 dicembre 2005 e con i conti successivi si arriva circa a quota 10 miliardi. Le dichiarazioni di Montemarano fanno seguito alle sollecitazioni del premier Berlusconi che ha annunciato tra le altre cose il proposito di privatizzare molte strutture ospedaliere italiane. Il rischio sbandierato è quello del commissariamento della sanità campana. Insomma si taglia…per accorpare: 72 ospedali sono tanti e come afferma il presidente della Commissione regionale Sanità, Angelo Giusto, ” non è possibile che una sola provincia con meno di un milione di abitanti abbia diciotto presidi ospedalieri…

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