San Potito, “Piovono libri, fioccano memorie”, incontro con Morassi

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Domenica 4 dicembre, alle 18, al Museo del Lavoro di San Potito, sesto appuntamento della rassegna “Piovono libri, fioccano memorie”. Questa volta la parola scritta induce sui sogni spezzati , soprattutto dei giovani, su sogni riusciti male o non riusciti affatto. Attraverso narrazioni che attingono, purtroppo, alla realtà tumultuosa e ostile del nostro tempo, storie esemplari di fallimenti fanno emergere quella zona di confine, spesso volutamente ignorata, in cui emarginazione, vergogna, disincanto, bisogni, sospingono quanti provano a sognare e per debolezza e circostanze invece vi si trovano sospinti e rinchiusi. Curato da Claudio Morassi, il racconto si snoda come una sorta di monologo a più voci, ognuna a suo modo in grado di affondare nel senso di malessere che attraversa la società di oggi, con la mancanza di opportunità e di libertà. In quel contesto si inserisce la metafora del fascismo come tenace espressione di un mondo che si ostina ad ignorare gli ultimi, che darwiniamente seleziona chi può aspirare alla considerazione sociale e sospinge ai margini chi non ce la fa. Una metafora che l’ideatrice della rassegna, Giuseppina Porfido, opportunamente ha voluto affidare alla voce delle donne che animano da qualche mese il progetto della Banca del Tempo, quasi a voler sottolineare come la condizione difficile di genere e i valori di solidarietà possono costituire la leva per scardinare una realtà costruita secondo schemi di profonda disuguaglianza sociale ed economica. Si può dire che i racconti compresi in “Sogni da rifare” ricostruiscono dal basso una lettura della crisi che stiamo vivendo, rifrangendosi in modo a volte violento e crudo in uno specchio, anche scenicamente rappresentato, che si infrange e va in mille pezzi. Ricomporne i frammenti significa anche fare leva sull’indignazione, per riscoprire la necessità di una sensibilità e di un impegno sociale e politico, fino adesso latitante e distratto.

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