San Potito – Eliana Petrizzi al Museo del Lavoro

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San Potito – Sarà inaugurata domani, presso gli spazi del Museo del Lavoro di San Potito Ultra, la personale della pittrice irpina Eliana Petrizzi. “Le opere che Eliana Petrizzi espone in questa mostra – scrive Marco Alfano, storico dell’Arte – sono composizioni su tavola, a tecnica mista, che recano talvolta sulla superficie preziose inserzioni in porcellana, e quadri ad olio caratterizzati dall’antica tecnica a velature, in uso nelle accademie europee fino alla seconda metà del XIX secolo, che procede cioè per sovrapposizioni progressive di strati di pittura; un sistema opposto, in effetti, a quello della pittura a corpo proposta dal realismo. Con questa pittura levigatissima, tali dipinti propongono l’osservazione ravvicinata di alcuni volti di uomini o donne, di solito amici, indagati anche nelle imperfezioni, fin nelle tracce che testimoniano lo scorrere inesorabile degli anni. A queste immagini Eliana, come in un dittico, oppone delle vedute d’interni, stanze solitarie che ricordano la silente immaginazione di Hopper, oppure luoghi di transito, inquadrati tra spoglie pareti dalle superfici scabre. In altre opere, la figura ritratta è irriconoscibile, trasposta secondo impasti febbrili che intendono richiamarsi alla tradizione della pittura informale, alle hautes pâtes caratterizzanti l’esperienza di Fautrier o Dubuffet. La persona che per i latini rappresentava il principio immateriale del riconoscimento etico, è il necessario travestimento indossato da ciascuno sul palcoscenico del mondo. Eliana, nei volti emergenti dalle tenebre, giunge in effetti a rivelare quale sia l’anima dei suoi personaggi; ma ben intende che, approssimando tale invisibile profondità, è la distanza stessa della pittura ad inverare il senechiano ‘sua cuique persona’ – ognuno indossi la propria maschera – ciascuno nasconda i propri segreti.” Dialettica dei contrasti, poetica dell’ambiguo, specularità del doppio, una meticolosa interrogazione sull’identità individuale in rapporto ai simboli dell’universo naturale, svelano il valore profondo delle forme, nell’aspirazione appassionata ad un accordo tra le irriducibili diversità del Mondo. Il risultato pittorico delle 12 opere in mostra consiste in visioni ieratiche che tocca a chi guarda sciogliere attraverso un’interpretazione che ne colga di volta in volta la straniante malia. La mostra è ospitata nei suggestivi ambienti del Museo del Lavoro di San Potito Ultra, costituito dalla donazione De Felice-Sbriziolo; raccolta antologica di oggetti, attrezzi e strumenti di lavoro del tempo passato, donata alla Provincia di Avellino nell’arco di quattro anni (2001-2004) e poi interamete trasferita in comodato d’uso al Comune di S. Potito Ultra dall’architetto Eirene Sbriziolo De Felice. La mostra è visitabile fino al 31 Luglio, ogni giorno dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 18,00 alle 22,00.

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