San Martino V.C. – Confronto aperto per risolvere la crisi

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San Martino Valle Caudina – Proseguiranno in settimana gli incontri per cercare di risolvere la crisi amministrativa apertasi al Comune di San Martino Valle Caudina, con le dimissioni dell’assessore ai servizi sociali Pasquale Pisaniello prima e del vice sindaco e assessore alla cultura Giambattista Lanzilli poi. I due dimissionari, entrambi appartenenti all’ex gruppo della Margherita poi confluito nel Partito Democratico, chiedono un rilancio dell’attività amministrativa e soprattutto la costruzione di un Pd forte che nasca alla luce del sole attraverso un serio confronto tra la classe dirigente. I problemi per il sindaco Pasquale Ricci, eletto nelle elezioni del maggio 2006 a capo di una lista di centrosinistra, sono iniziati proprio con la nascita del Pd che ha portato nel mese di giugno dello scorso anno alle dimissioni dei due assessori esterni Pedoto e Mauriello che non hanno aderito al nuovo soggetto politico. Da allora il confronto nella maggioranza è diventato difficile. Ad accelerare il confronto le dimissioni del vice sindaco Lanzilli ed il pressante invito degli ex diellini al sindaco e ex Ds ad un fattivo confronto. Sull’argomento interviene anche la Sinistra Democratica che non ha consiglieri eletti in seno al consiglio comunale. La formazione di sinistra ricorda criticamente la sostituzione dei propri rappresentanti Pedoto e Maurielllo, ricordando il proprio ruolo di forza critica all’attuale maggioranza che antepone questioni di potere ai problemi del paese, come la tutela del territorio e dell’ambiente. Sempre Sinistra Democratica fa notare come sono bastate poche luci e qualche falò per mettere a nudo la fragilità di una amministrazione senza sinistra.

L’intervento di Lanzilli
“La decisione di dimettersi è stata presa in maniera congiunta con tutto il partito al fine di avviare una seria verifica interna alla maggioranza e soprattutto per evitare strumentalizzazioni su un presunto problema interno alla Margherita. In realtà siamo compatti e decisi nel chiedere al sindaco una decisa sterzata amministrativa, così come anche una inversione di rotta nei processi costitutivi del Partito Democratico locale”. “In programma per la prossima settimana ci sono già una serie di incontri da portare avanti, dopo quello di giovedì sera che ha visto protagoniste le delegazioni consiliari e partitiche di ex Ds e Margherita. In quella sede sono state chiarite una serie di incomprensioni che hanno portato ad un “raffreddamento” da parte nostra, e che hanno dato inevitabilmente seguito a chiacchiere indiscriminate e senza controllo”. Il riferimento è al rapporto con i consiglieri di minoranza, così come anche alla condivisione piena e convinta degli obiettivi da portare avanti per il prosieguo dell’amministrazione e ad un più costante coinvolgimento del consiglio comunale, convocato troppo raramente e spesso su richiesta della minoranza. Certamente non saranno più possibili fraintendimenti o occasioni di divergenza come avvenuto in passato. L’obiettivo della crisi e del successivo chiarimento è quello di rilanciare con forza l’azione amministrativa e di farsi trovare pronti al prossimo appuntamento elettorale, a cominciare dalle provinciali”.
“Il Partito Democratico deve nascere senza sospetti, e soprattutto alla luce del sole, attraverso un confronto serio tra classi dirigenti. Quello che si deve evitare è una sterile lotta tra “signori delle tessere”, e garantire un forte ricambio generazionale così come già avvenuto nel consiglio comunale. Un partito forte, alle spalle di un’amministrazione che mi auguro finalmente coesa e unitaria, rappresenta senz’altro la migliore aspirazione possibile. In grado anche di intavolare discorsi di confronto, fin da subito e da posizioni di leadership con le altre forze del centrosinistra che non possono non essere coinvolte nei processi decisionali, a cominciare da Sinistra Democratica”.

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