San Martino – Capuano: “No alle poltrone. E’ l’ora dei programmi”

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San Martino Valle Caudina – “Eterogenea nella nascita, unita nell’intento”. Così Luigi Tullio Capuano, sindaco di San Martino Valle Caudina dal 1985 al 1990, presenta i ‘suoi’. Margherita, Sdi, Udc, Verdi e Forza Italia, una squadra ‘libera’ per una città ‘libera’ con un primario obiettivo: “mandare a casa il comitato d’affari che in tredici anni si è andato componendo”. E “il colpo di mano ai danni dell’uscente Cocozza da parte dei suoi stessi compagni di cordata potrebbe rivelarsi la mossa giusta” – precisa Capuano. L’ex numero uno di Palazzo di Città Franco Cocozza, in quota Margherita, doveva infatti lasciare il posto, come stabilito cinque anni fa, a Pasquale Ricci esponente diessino, oggi a capo della lista ‘Centrosinistra’, per ripresentarsi come suo secondo. Ma così non è stato. A monte forse la percezione “di una stanchezza diffusa tra l’opinione pubblica”. “Non si può pensare – continua – di amministrare per sempre. Per quanto ci riguarda abbiamo raccolto il dissenso generale: non c’è una frangia della realtà sanmartinese che non si è impegnata con noi per invertire finalmente la rotta”. Quattro i punti essenziali attorno ai quali ruotano le linee programmatiche di Capuano e compagni: ambiente e territorio; sistemazione della pianta organica e relativa abolizione delle convenzioni esterne; riqualificazione aree periferiche (località Varrettelle, Boscovico, Ferracavallo, Tre Ponti); potenziamento zona Pip. “San Martino è orfana di una pianificazione seria che investa tutti i settori. Abbiamo grandi risorse, come la montagna, ma mancano progettazioni e investimenti. Dal 1990, anno in cui si è concluso il mio mandato, nessun insediamento produttivo ha preso possesso delle aree a loro destinate. Subiamo la scelta di convenzioni dispendiose e non si pensa alle zone periferiche, a confine con la discarica di Montesarchio, che andrebbero bonificate”. Insomma una sfida che guarda oltre le poltrone… per riaccendere la speranza in una ‘terra di confine’. (di Marianna Morante)

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