San Mango – L’ex sindaco Leona Festa scrive ai suoi concittadini

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San Mango sul Calore – Di seguito la lunga nota a firma dell’ormai ex sindaco di San Mango Leona Festa indirizzata ai suoi concittadini.

“Carissimi Concittadini,
avverto l’esigenza, alla luce di quanto è stato detto e scritto negli ultimi giorni, per un imperativo dovere di trasparenza nei confronti di tutti voi, di spiegare le motivazioni che hanno fatto sì che l’Amministrazione risultata eletta dalle consultazioni del giugno scorso, avesse vita breve.
Ciò si impone perché non è possibile permettere che, attraverso un’abile mistificazione dei fatti, i cittadini vengano traditi e ingannati.
Potrei intitolare questa lettera: “IL LUPO PERDE IL PELO, MA NON IL VIZIO” visto ciò che è successo in questi ultimi giorni anzi, in questo ultimo anno.
Se osservate bene i componenti del gruppo scissionista, i loro volti palesano nottate insonni passate a tramare e a fare complotti. Certo, un anno di riunioni massoniche sul FORTINO stancano chiunque. Corrono su e giù per le strade del paese come se volessero scappare, da chi o da cosa.
Pensavo che almeno in questi giorni ci fosse rispetto nei confronti degli elettori e dei cittadini tutti, ma, con l’arroganza che li contraddistingue, hanno il coraggio di voler spiegare e di ricercare una ragione, ma sanno solo dire bugie, falsità e distribuiscono solo pettegolezzi.
E’ vero, ho avuto difficoltà alla vigilia delle elezioni a comporre la lista e ciò perché ho voluto dare fiducia al capolista dell’allora minoranza, il quale mi aveva aiutato, barattando, naturalmente, un assessorato, (come, d’altronde era – ed è – abituato a fare), in un momento di crisi della precedente amministrazione, con la dichiarata motivazione di evitare il commissariamento del Comune.
Hanno festeggiato per aver consegnato il paese ad un Commissario Prefettizio, facendo in “fretta e furia” un patto/atto di sfiducia davanti al notaio, insieme al gruppo di minoranza; tutto ciò però, con l’esclusione di un consigliere di minoranza il quale, con grande senso di responsabilità, coerenza e coscienza, non ha accettato questo “SISTEMA”.
Ma forse dimenticano che questa non è solo la mia sconfitta, ma è anche il fallimento del loro breve ed insignificante percorso amministrativo, è un atto con il quale hanno sottoscritto la loro incapacità ed inaffidabilità amministrativa, è un atto con il quale chiudono per sempre la loro esperienza amministrativa.
Hanno festeggiato il tradimento alla fiducia che gli elettori gli avevano concesso: “COMPLIMENTI”!
L’ex vicesindaco dice di aver impresso all’Amministrazione un “passo programmatico foriero di positivo attivismo”, mi dispiace, ma di quale passo sta parlando visto che qualche iniziativa seria e concreta è venuta dai componenti del gruppo vicino alla mia posizione?
Da quel gruppo di consiglieri, vicini alla gente, che ha operato, tra le tante difficoltà, con capacità, attitudine e senso delle istituzioni e non per “FAME DI POTERE” o per “OPPORTUNITA’ ” come invece è stato per quelli che, dimettendosi, hanno determinato lo scioglimento del Consiglio. Perché, cari concittadini, alla luce dei fatti, queste sono state le uniche molle che hanno mosso il sedicente gruppo di opposizione formatosi con atto ufficiale all’interno della mia maggioranza.
All’indomani delle elezioni, dopo che avevano chiesto, con la loro prepotenza ed irriverenza di sempre, è stato loro concesso, da parte mia, la carica di vice sindaco, la delega alla C.M. Terminio Cervialto, la delega al Piano di Zona Sociale ed ancora la delega all’Alto Calore Patrimonio e Alto Calore Servizi e la delega di rappresentante nella commissione elettorale nonché la responsabilità all’area amministrativa ed all’area economico finanziaria, ciò per favorire il loro pieno coinvolgimento nella vita amministrativa, trascurando chi, nella passata amministrazione, aveva fattivamente lavorato al mio fianco. MA PER LORO ERA SOLO UNA QUESTIONE DI POTERE!
Ovviamente, in tutto questo periodo gli incontri, anzi gli scontri, tra due visioni totalmente divergenti del concetto di politica erano frequenti, non volevano sentire ragioni, per loro amministrare, non era trovare una risposta alle esigenze della comunità ed attivare tutte le energie per il rilancio del territorio, per loro amministrare è POTERE. Infatti, sicuramente li avrete sentiti dire, almeno qualche volta, questa frase “MO’ COMANDAMO NUI”, frase che spiega con assoluta limpidezza il “PIERNI PENSIERO”.
Tutto quello che era stato loro concesso, non era abbastanza, volevano di più, non hanno accettato che altri consiglieri ricoprissero altri incarichi e dimostrassero, diversamente da loro, di saper amministrare. Questo appariva ai loro occhi come un possibile pericolo che minava la posizione di prestigio ormai conquistata.
Così hanno avviato una guerra sottoscrivendo due documenti, presenti agli atti del Comune, il primo in cui mi chiedevano, senza alcuna motivazione, la rimozione di un assessore, il quale era stato da me indicato come referente tra l’ufficio tecnico e l’Amministrazione Comunale, dal momento che era l’unico Ingegnere presente nell’Amministrazione. Poi, visto che non cedetti a questa “intimidazione politica”, passarono al secondo documento: la costituzione di un gruppo alternativo alla maggioranza in seno al Consiglio Comunale, con un proprio capo gruppo e con l’intento unico di contrattare qualcosa. E di questo gruppo faceva parte lo stesso vicesindaco che, proprio per il ruolo che ricopriva, doveva restare fuori da questi ricatti.
Ho discusso diverse volte con i dissidenti sul senso delle deleghe e sul concetto di amministrazione, con continue riunioni e confronti. Non cessavano le mie continue sollecitazioni all’impegno, alla coesione amministrativa, sperando sempre che il buon senso prevalesse sulla sete smodata di potere e di cattiveria gratuita. Ma tutto è stato inutile.
Quando, poi, il PIERNI ha voluto chiarire posizione del suo gruppo, proponendo un incontro, è stato solo per chiedere un altro assessore “per bilanciare – così hanno detto – la loro componente di POTERE”, senza discutere di programma di visione di sviluppo del territorio, ma forse questo a loro non è mai interessato.
E’ stato in quell’occasione che sono usciti allo scoperto, minacciando di percorrere altre strade qualora anche quella soluzione non avesse portato ai risultati da loro auspicati perché tanto “NOI DECIDIAMO! NOI FACCIAMO! NOI DISTRUGGIAMO!”.
E’ proprio così, il vero motivo per cui il gruppo si è dimesso è il fatto che non ho voluto cedere al loro ricatto, concedendo un altro assessore.
E’ stato di fronte a questo mio rifiuto che la loro posizione si è ancor più irrigidita e così amministrare è diventato veramente impossibile. Le sedute della Giunta si svolgevano nell’assoluto silenzio senza che fosse possibile comprendere la reale posizione assunta rispetto alle varie decisioni da prendere.
Eppure tra tante difficoltà abbiamo preso diverse iniziative, qualcuna coinvolgendo anche la minoranza, anche contro la volontà dei dissidenti, proprio per cercare di avviare percorsi nuovi di risposta concreta alle esigenze della gente, ma in tutte le iniziative o non si presentavano all’incontro, indicando motivazioni campate in aria, o erano distruttivi. Addirittura, in un’occasione il PIERNI ha votato contro in giunta ad una possibilità del Comune di San Mango sul Calore di partecipare ad un progetto, insieme ad altri comuni, per la valorizzazione dei beni architettonici presenti sul territorio, e lo ha fatto solo per ostruzionismo.
Quando chiedevo spiegazioni su problematiche che investivano i delegati del gruppo del PIERNI in Enti quali Alto Calore o Piano di Zona Sociale, i rispettivi delegati erano totalmente assenti e incapaci di assolvere a qualsiasi problema.
Perché si deve sapere che alla richiesta di affrontare discussioni politiche con tutti i consiglieri inevitabilmente mi veniva risposto che era inutile perché per tutto quanto riguardasse il suo gruppo “IO PARLO PER TUTTI” le riunioni allargate non portavano a nulla.
Si è imposta per me quindi la revoca di tutte le cariche, non potendosi certamente concepire che l’incarico di vicesindaco fosse ricoperto da chi continuava imperterrito a seguire una linea diversa, anzi opposta a quella del Sindaco.
Certo, nel prendere questa decisione, sapevo bene tutte le possibili implicazioni che ne potevano derivare, ma ho dovuto difendere la dignità di chi ci ha votato e di tutta la cittadinanza. Ho dovuto, purtroppo, riconoscere che in loro non c’è nessuna possibilità, mentalità ed attitudine ad essere amministratori, vittime come sono di rancori personali e succubi di una sete di potere che mal si concilia con un governo democratico.
Invece devo ringraziare chi, con senso del dovere, di responsabilità amministrativa e politica, mi ha dato una mano nei momenti bui, operando e lavorando per l’interesse della collettività, fra le tante difficoltà, spesso intenzionalmente create per screditarmi e sminuire il mio ruolo.
Probabilmente qualcuno non ha mai accettato che il Sindaco fosse una donna, sì, “LA SINDACA” come qualcuno cita, con irriverenza, per riferirsi a chi ricopre un ruolo Istituzionale e, pertanto, al rappresentante di un popolo che l’ha scelta perché espressione di valori positivi che servono per una buona guida del paese.
Senza dubbio, alla luce di tutte le vicende che hanno contraddistinto quest’anno di governo amministrativo, devo ammettere che il mio grosso errore è stato quello di credere che tutti condividessero l’assunto che i maggiori frutti nella gestione amministrativa, si possano avere con il coinvolgimento di tutte le risorse disponibili, con l’impegno disinteressato di ognuno volto a dimostrare il valore di una squadra e non il maggior peso riportato nelle consultazioni elettorali.
Con affetto, Leona Festa”
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