Parte da Torino e si appresta a coinvolgere tutta Italia l’inchiesta sulle lampade abbronzanti. Sono scattati proprio dalla Procura della città della Mole le ispezioni che hanno portato i Nas a controllare gli apparecchi estetici presenti in gran parte dei solarium e dei saloni di bellezza della città. I Nas hanno riscontrato sulle attrezzature informazioni errate o del tutto inesistenti e scarso rispetto delle normative Ue. Su 100 lampade abbronzanti analizzate ben 46 non indicano i valori di irraggiamento Uva e Uvb e i relativi limiti di esposizione. Il procuratore Raffaele Guariniello non ha esitato a inviare i dati al ministero della salute. Non sono pochi, infatti, i rischi dovuti alla sovraesposizione a questi raggi: Dai più semplici eritemi ai tumori della pelle, non sono poche le controindicazioni che possono occorrere ai malcapitati in caso di una eccessiva esposizione alle ‘macchine della bellezza’. Altri apparecchi, ben 44, riportavano sui manuali doti di assorbimento maggiori rispetto a quelle previste dalla legge. Queste ed altre carenze sono state individuate, con la logica conseguenza dell’iscrizione nel registro degli indagati dei produttori di queste attrezzature. L’indagine nei prossimi giorni avrà seguito in tutta Italia. Avellino, dove la pratica della ‘lampada’ trova largo riscontro soprattutto tra i giovanissimi, sarà forse investita dall’inchiesta.
Redazione Irpinia
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