Salta Todisco, subentra Iacovacci: nei Ds nuovi equilibri

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Avellino – Si tratta di avvicendamento e non di posizioni contro le persone. Lo “strappo” tra il capogruppo degli ex Ds Francesco Todisco con Ettore Iacovacci non ha la forma di una “precisa manovra politica, ma soltanto una scelta dettata da discussioni interne dopo le Primarie”.
C’è chi potrebbe obiettare, ma Sergio Barbaro è chiaro: “E’ stata una valutazione (già comunicata all’Ufficio di Presidenza, ndr) presa in seguito alle Primarie. La nostra linea politica resterà immutata. Anzi questo avvicendamento è la conferma del nostro pensiero e di quanto affermato, a chiare lettere, a partire dallo scorso giugno”. Stando ai fatti, la ‘scissione’ vedrebbe Iacovacci, Negrone e Barbaro da un lato e Todisco e Lo Guercio dall’altro. Ma per Statuto, un gruppo consiliare può sussistere solo se composto da tre membri. “Questo avvicendamento non è un processo contro la persona – chiarisce Barbaro – ma una ferma volontà di riequilibrare il gruppo. Il nostro intento non è spaccare o divedere né cambiare la linea politica, ecco perché auspico che Todisco non abbandoni il gruppo. Siamo bersaniani e tali resteremo. Durante le Primarie abbiamo sostenuto la candidatura di Todisco e non potevamo fare diversamente. Non accetteremo le provocazioni di chi, al di fuori, ci vuole divisi. Non abbiamo aperto alcuna nuova trattativa su basi diverse dalle precedenti perché alla nostra guida c’è un nuovo capogruppo”.
E sul futuro in Consiglio, nessun dubbio sulla linea da seguire: “Non abbiamo condiviso sin dal principio le linee del sindaco Galasso ed in attesa di un suo ammonimento non torneremo indietro. La nostra contrapposizione si basa sui programmi e non sulla gestione dell’organigramma. Quando Galasso deciderà di ragionare in tal senso, allora potremmo intraprendere un nuovo discorso politico. Altrimenti si resterà in stand-by”.
Possibilista per quanto riguarda un’intesa con gli altri compagni di viaggio: i franceschiniani.
“Se ci dovessero essere i presupposti per un dialogo anche con l’area di Franceschini certamente non ci tireremo indietro”. Passaggio sulle Regionali. L’attività dialettica è stata avviata, ma sulle alleanze è tempo di riflessione: “La diplomazia è in movimento ma questa è la fase del ‘con chi’ e su ‘come fare’. L’alleanza con l’Udc non è da sottovalutare. Sono stato tra quelli che hanno sperato fino all’ultimo che De Mita non lasciasse il Pd. Ho sempre pensato che la politica è tra i partiti e non tra le persone. Parlare con l’Udc in termini programmatici potrebbe far nascere un’intesa, ma in queste condizioni il Partito Democratico potrebbe ragionare con tutte le forze del centrosinistra”.
Intanto, secondo i beninformati, potrebbe essere il Viva Hotel (lunedì 9) il luogo per sancire la riunificazione interna al Pd consiliare anche in vista alla riorganizzazione della segreteria provinciale. (mar.ma)

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