Salerno – Licenziata perché ha la leucemia: insorge il sindacato

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Salerno – Dopo la vicenda del reintegro in azienda e successivo distaccamento – poi revocato – in India della signora Di Paolo di Lioni, la Campania finisce nuovamente sotto i riflettori della cronaca nazione per una triste vicenda che riguarda il mondo del lavoro e del precariato e che, indirettamente, ha interessato anche la provincia di Avellino.
Protagonista stavolta è una 34enne originaria di Battipaglia. La donna è stata licenziata perché affetta da leucemia. Questa è la denuncia della Nidil Cgil che punta il dito contro un’agenzia per il lavoro temporaneo, accusandola di aver discriminato la donna che da 8 anni ha prestato servizio, con contratto di somministrazione, presso un’azienda di telecomunicazioni con sede nella Valle del Sele.

La società di lavoro interinale, dal canto suo, respinge ogni tipo di accusa sostenendo di essere venuta a conoscenza del grave stato di salute della 34enne solo dopo la denuncia del sindacato e che l’allontanamento non è stato affatto determinato dalla comparsa della malattia.

IL SINDACATO ACCUSA – Il sindacato descrive così la vicenda: “Dopo otto anni di continui rinnovi del contratto di lavoro a tempo determinato”, l’agenzia per il lavoro temporaneo “… avrebbe deciso di non rinnovare il dicembre scorso il contratto ad una lavoratrice, affetta da leucemia. A nulla – prosegue il sindacato – sono valsi i tentativi di convincere l’agenzia a riassumere la lavoratrice, alla quale era stato rinnovato il contratto il 3 agosto del 2009 e che sarebbe scaduto il 28 novembre scorso”.
Ora, dopo le cure presso un centro milanese, la 34enne battipagliese potrebbe rientrare a lavoro. “Ma nonostante i numerosi tentativi per convincere l’agenzia a riassumere la lavoratrice, non è giunto alcun segnale”.

LA REPLICA – La risposta della società di lavoro temporaneo è giunta tramite l’ufficio stampa delle sede nazione di Milano. Nel documento si legge che la donna “… è stata impiegata… fino alla scadenza del contratto di somministrazione in data 28 ottobre. Il 6 ottobre abbiamo ricevuto un certificato del medico di base di un giorno di assenza per malattia senza specifica. Il 20 un secondo certificato per due giorni. Il giorno dopo l’ospedale San Giuseppe di Avellino ha comunicato il ricovero per controlli ed eventuali terapie ematologiche. Anche in questo caso alcuna esplicita. Sino alla naturale scadenza del contratto di somministrazione non abbiamo ricevuto comunicazioni. Dopo la chiusura contrattuale, la nostra filiale di Avellino ha contattato la lavoratrice per esplorare altre possibilità lavorative, ricevendo una risposta di indisponibilità per questioni non esplicitate di salute. Il 14 novembre abbiamo ricevuto un certificato medico nel quale si attesta una seria situazione patologica. Siamo venuti a conoscenza dell’effettivo stato di salute da una comunicazione di Nidil a gennaio e abbiamo dichiarato la nostra intenzione a valutare opportunità di reinserimento in un ambiente lavorativo compatibile con il suo stato di salute. Respingiamo qualsiasi accusa di nostra discriminazione”.

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