Sabato il Congresso dei Verdi: Puorro verso la segreteria?

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Avellino – Si terrà sabato 31 gennaio, presso il Centro Sociale Samantha della Porta di Avellino il congresso provinciale dei Verdi. Un appuntamento che vedrà la presentazione di un’unica mozione presentata per il rinnovo dell’Esecutivo e del presidente del partito.
Salvo sorprese dell’ultima ora la segreteria provinciale dovrebbe essere affidata a Pasquale Puorro mentre l’esecutivo sarà composto da Marcello Zecchino, Sabrina Palladino, Luca Clemente, Elisabetta D’Addese, Rino Vitale, Catia Borrelli, Simone Picariello, Amelia Nevola, Mario Manganiello, Delia Perone.

“I Verdi negli ultimi anni hanno visto sempre di più diminuire la loro capacità attrattiva – spiegano i componenti in una nota -. Di fronte alle critiche strumentali che venivano periodicamente avanzate dalle forze politiche di tutti gli schieramenti, i Verdi non sono riusciti a far passare e far comprendere il grande messaggio di cui sono portatori, né a livello nazionale né tantomeno a livello locale, rimanendo così vittime di quell’ondata di antipolitica che, inspiegabilmente, ha travolto solo i piccoli partiti. Ecco che il cittadino ha percepito che tutti i problemi del Paese erano da addebitare ai piccoli partiti e non, invece, alla mediocrità della classe politica dirigente. C’è stato un vuoto comunicativo: non si è riusciti a raggiungere le nuove generazioni e si è perso il contatto con le vecchie, la nostra voce non aveva la forza di allargare il campo di azione. Questa lacuna comunicativa ha per forza di cose coinvolto e travolto anche l’esperienza della sinistra arcobaleno, percepita non come qualcosa di innovativo ma come una pura operazione di facciata finalizzata alla conservazione di rendite di posizione.

Non c’è più tempo da perdere, le elezioni sono passate, bisogna girare pagina e in fretta, perché il governo, purtroppo va avanti e il Paese ha ancora bisogno di un vero partito ambientalista, in grado di motivare i cittadini e, insieme, contrastare questa deriva del decisionismo fine a se stesso. I Verdi devono ripartire, senza rese dei conti, ma ritrovando le radici più autentiche di una visione ambientalista pura, semplice, trasparente, e svincolata da dinamiche politichesi, un ambientalismo comprensibile alla gente e che arrivi alla gente, che sappia dare risposte concrete alle esigenze della vita di tutti i giorni, coniugando con grande attenzione lo sviluppo economico con gli equilibri ambientali, da considerare inevitabilmente in una prospettiva globale.

L’attuale assetto politico, sempre più orientato a un bipartitismo di matrice dispotica, spinge i soggetti politici ad effettuare una scelta di campo, per evitare il rischio di essere isolati a combattere sterili battaglie di testimonianza. I Verdi non possono permettersi l’isolamento, il Paese ha bisogno di una forza che sappia rapportarsi con le forze di governo e che incida nelle decisioni perché i rischi che si corrono sono altissimi e non facilmente rimediabili. In questo quadro è necessario assumere una posizione non ideologizzata, evitare scelte pregiudiziali rivolgendosi, invece, a tutti, cercando di coinvolgerli con la forza dei nostri temi che per caratteristiche proprie non possono che essere universali e condivisi da tutti. Ciò nonostante, va tentato lo sforzo di riaprire un confronto con tutte le forze del vecchio centrosinistra, limitandolo a pochi e inderogabili obiettivi qualificanti, di grande importanza e di grande urgenza, richiedendo a tutti la loro condivisione e collaborazione attiva nella realizzazione.

Per contribuire alla realizzazione di questo ambizioso progetto occorre che la struttura della Federazione provinciale venga rivista e ricostruita, individuando innanzitutto la figura di un segretario, che sappia comprendere ed analizzare le problematiche del territorio, che sappia parlare a tutti e che, soprattutto, abbia l’umiltà di riconoscere che il gravoso compito affidatogli nasce dalla volontà di un’assemblea provinciale che desidera ardentemente di contribuire al rilancio dell’azione dei Verdi. A partire dall’Irpinia. Una figura che riconosca l’importanza e l’insostituibilità della struttura federalista, caratteristica ineliminabile dei Verdi da sempre attenti a garantire l’autonomia dei gruppi locali, più vicini ai problemi e alle opportunità dei rispettivi territori”.

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