S. Martino V.C. (Sel): “No alla Morte della democrazia”

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Come non essere turbati per quel che sta succedendo in paese con i “corvi” che da un po’ di tempo ci informano, dal loro punto di vista, che ci sono questioni che non vanno e che qualcuno dovrebbe intervenire!! C’è  da rimanere basiti nel leggere una serie di messaggi anonimi, una domenica si e l’altra pure, che accusano per una serie di motivi, in apparenza importanti e forse lo sono, personaggi di spicco sia della maggioranza che dell’opposizione.   Tutti noi al primo impatto, potremmo avere l’impressione che si sia aperta una guerra tra bande, si tenta di mistificare  attaccando, ora l’uno ora l’altro,  quasi per  Par Condicio, come per dire che sono tutti eguali e che nessuno può dare lezione all’altro, tanto sono gli stessi che ci amministrano da più di vent’anni, ora in maggioranza ora all’opposizione. Ci permettiamo di dissentire per due ordini di motivi: 1) non riteniamo che la battaglia politica possa  arrivare a tale nefandezza; 2) con fermezza condanniamo questo metodo poco ortodosso che,  purtroppo,  evidenzia in primis la sconfitta della politica. La politica, quella con la P maiuscola, quella che la nostra costituzione ci ha indicato di utilizzare per affrontare   una discussione, se pur accesa ma franca e leale, come strumento per redimere le questioni che la nostra società ci pone, civilmente. Politica è un termine nobile, usato nell’antica Grecia “oggi quasi offensivo”.                                                                                                Esso deriva da  pòlis,   ( Aristotele)  stava a significare che essa stessa, la politica, era lo strumento democratico dell’agire associato per il bene della comunità che si amministrava. Qui in tutta coscienza ci sembra che la comunità sia l’unica a subire la cattiva politica ed a pagarne le conseguenze sia in termini di tasse che di mancati servizi. Tutto sommato, l’utilizzo di questi metodi,   evidenzia con forza  l’assenza totale della discussione, dell’informazione  ai cittadini, nonché, il vuoto dei partiti  che normalmente dovrebbero praticarla. In buona sostanza, la gente ragiona cosi: se non vi sono dei luoghi dove poter discutere, come faccio a dire delle cose? Ognuno si arrangia come crede.   Queste forme, anche se detestabili, evidenziano che la delazione anonima è  l’unico strumento possibile.  Non per fare la morale, nemmeno noi siamo fuori dai giochi, ma crediamo opportuno che ognuno, in maggioranza o all’opposizione, deve fare il proprio dovere.                                                                                                                                      Bisogna informare i cittadini su quel che avviene in amministrazione, evitando scorciatoie che francamente non fanno bene a nessuno. Onde evitare degenerazioni ulteriori,  di fronte a questa emergenza democratica, la nostra priorità al momento è quella di far conoscere ai cittadini, ad oggi, il bilancio comunale e come siamo messi con i conti. La maggioranza se pensa di farne una discussione solo tra gli eletti in consiglio, sbaglia di grosso. L’opposizione da parte sua si assuma la responsabilità di rendere lo strumento del bilancio partecipe ai più, anche con pubbliche assemblee, solo così la cattiva politica ed i corvi potranno essere sconfitti.

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