S. Angelo – Don Gnocchi, esempio di eccellenza nella sanità campana

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Sant’Angelo dei Lombardi – Si è svolto nell’auditorium del Polo specialistico riabilitativo “Don Carlo Gnocchi” di Sant’Angelo dei Lombardi, il convegno sul tema “L’integrazione pubblico-privato: i risultati dei primi quattro anni di attività.
Ad intervenire nel corso del convegno, moderato dal direttore sanitario dell’ospedale Criscuoli, sono stati la dottoressa Emilia Vozzella, in rappresentanza del commissario straordinario dell’Asl Avellino, Albino D’Ascoli, il sindaco di Sant’Angelo dei Lombardi, Michele Forte, il direttore medico del polo specialistico altirpino, Soccorso Capomolla, il direttore del Centro riabilitativo santangiolese Salvatore Provenza e il direttore generale della Fondazione Don Gnocchi, Gianbattista Martinelli. Presenti anche i consiglieri regionali Rosa D’Amelio, Pietro Foglia ed Ettore Zecchino. Nel corso della manifestazione è venuta fuori l’esigenza di puntare sui servizi di eccellenza, sia pubblici che privati; occorre dunque una integrazione e una gestione oculata delle risorse. Occorre spendere al meglio i fondi destinati alla sanità ed evitare gli sprechi. La dottoressa Emilia Vozzella, ha sottolineato la forte collaborazione tra Asl e la Fondazione Don Gnocchi che attualmente è un valido punto di riferimento nell’ambito regionale. “Occorre essere prepositivi e lungimiranti per il futuro della sanità irpina”, ha concluso la rappresentante del commissario Albino D’Ascoli.
A seguire è intervenuto il sindaco di Sant’Angelo, Michele Forte, che ha spiegato: “Mentre in un primo momento con l’apertura della Don Gnocchi si ipotizzava il rischio della chiusura dell’ospedale Criscuoli, oggi possiamo dire, invece, che se non ci fosse il polo specialistico Don Gnocchi forse l’ospedale avrebbe subito ulteriori tagli”. Il direttore del polo specialistico riabilitativo di Sant’Angelo dei Lombardi, Salvatore Provenza si è soffermato sulla collaborazione tra pubblico e privato. “I fondamentali valori strategici che costituiscono l’identità della fondazione sono tre: la solidarietà sociale, tesa a caratterizzare il modo di operare in coerenza con il carisma di Don Gnocchi. Altri punti importanti sono anche le eccellenze tecnico-scientifiche, la professionalità, la managerialità per rendere più efficaci le prestazioni. Il terzo fattore importante è anche una buona prassi organizzativa e una sostenibilità economica necessaria per raggiungere gli obiettivi attraverso la valorizzazione delle risorse umane”. Prima di concludere il suo intervento il direttore Provenza ha voluto lanciare un appello alle autorità politiche istituzionali presenti: “In qualità di amministratori – ha continuato il direttore Provenza – sarete chiamati a prendere importanti decisioni sulla gestione della sanità e a farvi carico delle problematiche che il territorio presenta. La Fondazione, coerentemente con la sua tradizione e con i risultati sinora portati, sarà dal canto suo aperta al dialogo e al confronto costruttivo e ad entrare in collaborazione con gli amministratori pubblici, in linea con la indicazioni di Don Carlo”. Proiettando un report sull’attività della fondazione, il dottore Capomolla ha spiegato l’attività del centro, la certificazione del centro, la formazione e la ricerca. Nel polo specialistico altirpino a distanza di quattro anni dalla sua apertura, sono stati ricoverati 3198 pazienti dal 2006 al 2009. “Non c’è bisogno di convertire l’ospedale solo con le etichette, c’è bisogno di pianificare e puntare sull’eccellenza nei vari livelli di intervento socio-sanitario”.

Il consigliere regionale Pietro Foglia, nel corso del suo intervento ha sottolineato che la sanità attraversa un momento particolare: “Rispetto alle difficoltà bisogna aprire una riflessione. I ragionieri a cui vengono affidati conti tagliano senza tener conto che gli interventi spesso non tengono conto delle realtà territoriali delle popolazioni. Ma occorre tener conto anche delle virtuosità che vi sono in Campania. Credo che questo piano sanitario – ha spiegato Foglia – deve essere rivisitato. Nonostante le disfunzioni, bisogna tener conto dove vi sono gli sprechi spesso nella zona del napoletano. Privare l’Alta Irpinia delle strutture di emergenza, implica un ritorno a cinquanta anni fa. I servizi al di la se lo eroga il pubblico o il privato deve essere efficiente rispetto si risultati che la struttura si prefigge. Faremo una battaglia per quanto riguarda i centri di eccellenza in seno alla regione Campania. Occorre avere maggiori strutture di eccellenza in Campania proprio sulla base dell’esperienza della fondazione Don Gnocchi”.
A seguire è intervenuto la consigliera regionale Rosa D’Amelio che ha spiegato: “Ricordo le diffidenza quando aprì la Don Gnocchi a Sant’Angelo che lasciava intuire il depotenziamento dei servizi ospedalieri. Ciò si è dimostrato irreale, perchè il polo riabilitativo poi si è inserito come una struttura che ha qualificato l’ospedale Criscuoli. Le liste di attesa molto lunghe per il ricovero nella Fondazione Don Gnocchi altirpina, testimonia la qualità delle prestazioni offerte. Nel piano sanitario di Zuccatelli ritengo non deve essere realizzato, come si prospetta, un secondo polo riabilitativo presso l’ospedale di Solofra quando già esiste a Sant’Angelo dei Lombardi. Dunque è necessaria una integrazione e salvaguardare alcuni reparti dell’ospedale per avere un pronto soccorso che è utile non solo ai cittadini irpini, ma anche allo stesso polo specialistico riabilitativo. Occorre dunque discutere in consiglio regionale di guardare alle esigenze territoriali sulla politica sanitaria”.
Tra le autorità presenti in sala anche il consigliere provinciale Stefano Farina, la direttrice amministrativa dell’Asl di Avellino Cristina De Luca, i sindaci di Nusco Giuseppe De Mita e di Bisaccia Salvatore Frullone nonchè il comandante della Compagnia dei Carabineri di Sant’Angelo Maurizio Laurito. Infine, sono intervenuti anche la dirigente scolastica Rosanna Repole e Vincenzo Lucido dell’istituto Vanvitelli di Lioni, i quali hanno rimarcato l’esigenza di mantenere in vita un pronto soccorso attivo in Alta Irpinia.

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