S. Angelo a Scala – Parte il ricorso contro la cava “Tremasulo”

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Sant’Angelo a Scala – Parte il ricorso al Tar contro la concessione mineraria “Tremasulo”. Il ricorso è stato presentato congiuntamente dai tre comuni nel cui territorio ricade l’area interessata, vale a dire Sant’Angelo a Scala, Grottolella e Pietrastornina e dalla Comunità Montana del Partenio. Nell’atto, inoltrato al Tribunale Amministrativo Regionale, si sollevano una serie di violazioni nella procedura di rilascio all’Edilcava della concessione per l’estrazione di marna di cemento. “Abbiamo riscontrato delle divergenze e incongruenze – sottolinea il sindaco di Sant’Angelo a Scala, Domenico Majello – e riteniamo che i termini nell’ambito dei quali è stato concesso il permesso all’Edilcava siano illegittimi”. Diversi i difetti di procedura evidenziati nel ricorso: non è mai stata convocata la conferenza dei servizi per acquisire le osservazioni degli enti territorialmente interessati, così come prevede la legge prima di rilasciare una concessione. Nel decreto regionale non c’è traccia della documentazione che attesta le capacità tecniche ed economiche dell’Edilcava. E ancora, il parere favorevole di compatibilità ambientale è stato rilasciato senza la preventiva audizione degli enti locali. Per finire la Regione, nell’emanare il provvedimento, non avrebbe valutato adeguatamente la documentazione presentata, riferita non all’intera area oggetto della richiesta (394 ettari), ma solo ed esclusivamente l’area oggetto del primo intervento, di diciotto ettari. Nel ricorso si evidenzia che l’area oggetto della concessione copre più di un terzo del territorio comunale in cui sono ubicate numerose aziende agricole, produttrici tra l’altro di vino Fiano Docg e di olio di alta qualità. Il ricorso infine, fa notare, che le aree non coltivate sono state dichiarate “boschive” dal Ministero dell’Ambiente e, pertanto, sono soggette a vincoli naturalistici e paesaggistici.

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