S. Angelo a Scala, la nota di Zaccaria e Mauriello

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Sant’Angelo a Scala – “Con l’arrivo dell’autunno i cittadini santangiolesi dovranno fare i conti con gli aumenti che l’amministrazione comunale ha determinato nell’ultimo consiglio comunale del 28 settembre scorso. Non erano già stati sufficienti Monti e il suo governo con la macelleria sociale messa in atto nell’ultimo anno; non basta l’aumento quotidiano del costo dei carburanti che si scarica direttamente nelle tasche degli automobilisti; non bastava l’introduzione della tassa anche sulla prima casa (IMU). In questo periodo di crisi economica drammatica, che significa per molti cittadini difficoltà enormi per “mettere insieme” un pranzo ed una cena dignitosa, con l’aumento esponenziale della disoccupazione, del progressivo e continuo ricorso alla cassa integrazione straordinaria, con i cantieri edili pressoché fermi e l’iniziativa di edilizia privata praticamente ferma al palo, forse, in questo momento storico, non era assolutamente il caso di mettere le mani nelle tasche, già vuote, del nostri concittadini”. Lo scrivono in una nota Zaccaria e Mauriello del gruppo politico Voltiamo Pagina.

“Invece – continuano i due – l’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Majello, ha ritenuto di intervenire per ritoccare, aumentando, le tariffe di alcuni servizi comunali e tasse locali. Precisamente l’ultima seduta del consiglio comunale, tra l’indignata ed ostinata opposizione dei consiglieri di minoranza Sergio Zaccaria, Ferdinando Zaccaria e Antonio Mariano De Stefano, è stato deciso di aumentare la quota di compartecipazione al servizio di mensa scolastica di 50 centesimi (salita così da 2,50 € a 3€ per ogni pasto); di aumentare l’abbonamento dello scuolabus comunale di 30 euro (portandolo in una sola volta da 70€ annuali a 100€); di aumentare aliquota dell’IMU (imposta municipale unica/imposta municipale propria) per tutti gli altri immobili, escluse le abitazioni principali che rimane del 4 per mille, di 0,2 punti percentuali rispetto all’aliquota base e farla salire così al 9,6 per mille. Tutto questo senza nemmeno tentare di trovare delle soluzioni alternative, che sono ancora possibili: razionalizzazione della spesa (piano articolato di funzionamento dell’impianto di illuminazione pubblica, condivisione delle spese legali con altri enti in procedimenti legali dove siamo coinvolti insieme, compartecipazione alle spese del segretario comunale arrivando alla condivisone della spesa del servizio come hanno già fatto molti dei comuni nostri limitrofi…),recupero immediato degli oneri di urbanizzazione, di costruzione e dei condoni degli anni trascorsi, un forte impulso alla “pratiche giacenti” di sanatoria edilizia che porterebbero del denaro fresco nelle casse comunali. Come gruppo politico “Voltiamo Pagina” non possiamo tacere alla luce di questa situazione, che si fa sempre più difficile giorno dopo giorno. Noi facciamo sentire forte e determinata la nostra opposizione ai provvedimenti in atto, ma è giunto il momento che ogni “CITTADINO”, senza guardare ai propri piccoli interessi di parte, faccia sentire chiara, netta la propria contrarietà a queste iniziative che impoveriscono ulteriormente il tessuto economico-sociale santangiolese. Allora, ognuno pretenda spiegazioni, argomentazioni, motivazioni a tutti i consiglieri comunali di maggioranza e di minoranza. Apriamo un dibattito continuo su questi argomenti perché chi alza la mano in consiglio comunale, poi si assuma le responsabilità non solo politiche, del suo operato quale rappresentante del popolo sovrano. Non lasciamoli liberi di continuare ad indicare quali responsabili sempre gli altri: “…ma io sono con voi!,…io la penso come voi!!,…avete perfettamente ragione….è il gruppo che ha deciso così….ma da solo che faccio!!!…”
E giunto il momento della verità: chi vuole bene veramente questo nostro piccolo paese scenda in “campo” senza ritrosia, tentennamenti, riserve mentali e ragioni su “quanto” sta facendo per il proprio paese. Noi che sogniamo un paese diverso, un’altra Sant’Angelo, continueremo nella nostra opera di sensibilizzazione politica-sociale. Non bisogna “lasciar fare” perché poi i danni ricadono su tutti”, concludono i due.

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