Il ‘colpo perfetto’ è sempre più difficile. Con il progresso che avanza veloce ed i ritrovati sempre più sofisticati al servizio della ‘legge’, per ladri e furfanti è sempre più faticoso riuscire a farla franca. Lo dimostra ancora una volta l’episodio che si è verificato a Napoli, uno dei luoghi simbolo per la microcriminalità. Un 22enne si è reso responsabile insieme ad alcuni complici del furto di un’automobile a febbraio. L’auto è stata però ritrovata poco dopo grazie all’antifurto satellitare. Partite immediatamente le indagini, molte sono state le impronte rinvenute dagli inquirenti, sulle quali è stato possibile recuperare le informazioni del dna. A questo punto bisognava dare un volto al codice genetico. La polizia era sulle tracce del 22enne ma era necessario il confronto, e così con un pretesto si è proceduto alla convocazione dell’indiziato presso il commissariato di Scampia allo scopo di indurlo a ‘cadere in fallo’. Prima un caffè, poi un’acqua minerale, puntualmente rifiutati dal giovane, che però all’offerta di un chewing gum non ha saputo dire di no. Dopo aver masticato la gomma per un po’ è scattata la seconda parte del piano, con gli agenti che hanno consigliato il giovane di sputarla prima di presentarsi dal dirigente del Commissariato. E così mentre l’ignaro 22enne si è allontanato dall’ufficio, gli uomini di polizia hanno recuperato il chewing gum, lo hanno analizzato, e hanno verificato l’esatta coincidenza del dna con quello prelevato a suo tempo nell’autovettura. A questo punto tutti i dubbi sono stati fugati e per il ladro sono scattate le manette in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere.
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