Rotondi: “Renzi spinge per aprire la crisi politica. Non saremo la stampella del Governo”

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Michele De Leo – “Renzi ha fretta di riaprire: vuole che il Paese esca dal clima di emergenza per avviare una crisi politica e mettere fine al Governo di Giuseppe Conte”. L’ex Ministro irpino Gianfranco Rotondi prova a immaginare gli scenari politici che verranno, si dice convinto della volontà di Renzi di far cadere l’Esecutivo e prova a spiegarne i motivi. “Il senatore di Rignano – evidenzia – è un democristiano come me e come Conte, sa che esiste una prateria al centro e lui non riesce a conquistarla col suo partitino. Il timore è che ci riesca l’attuale Premier, forte della sua posizione: il partito di Conte è l’incubo di Matteo, sin dall’inizio della legislatura”. Rotondi, però, ribadisce che “il centro può risorgere solo con una leadership collettiva e plurale, come la Dc. L’uomo solo al comando funziona a destra, già meno a sinistra, per niente al centro. Renzi farebbe bene a favorire la formazione del partito di Conte, dialogando coi Cinquestelle, meglio se aiutato da Berlusconi che, forse, non aspetta altro”. Immaginare la possibilità di avviare un percorso che preveda un dialogo tra Renzi, Berlusconi ed il Movimento di Beppe Grillo appare, però, fantapolitica. Il deputato di Avellino non manca un riferimento all’attuale situazione del centrodestra – “Forza Italia risale nei sondaggi grazie alla scelta di Silvio Berlusconi di smarcarsi dai suoi alleati” – e toglie ogni dubbio sulla possibilità di dare sostegno al Governo nel caso di un passo indietro da parte di Renzi: “la stima personale per Conte non è una motivazione politica per passare dall’opposizione al Governo. Al massimo, devo riconoscere che l’Esecutivo ci dà il tempo di ricostruire il Centro: se la legislatura andrà a compimento, gli equilibri politici cambieranno e, con la legge elettorale proporzionale, la destra sovranista sarà al massimo una forte e innocua minoranza gialla come in Francia”.