Rotondi – Racket: il pregiudicato Giuseppe Piccolo confessa

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Rotondi – Alla fine dopo nove mesi dall’arresto, Giuseppe Piccolo ha confessato: il 46enne di Rotondi è stato l’emissario del racket che dal 22 ottobre alla prima decade di novembre 2005 è entrato in azione nella Valle Caudina. Una assunzione di responsabilità che consentirà al pregiudicato di essere giudicato con il rito abbreviato davanti al Gup del Tribunale di Napoli. L’udienza è stata fissata al 25 gennaio 2007 e, così come dispone la Legge, con il rito abbreviato il 46enne potrà anche beneficiare della riduzione di pena pari ad un terzo.
Era il 6 dicembre del 2005 quando ci fu la svolta nell’indagine sull’escalation degli atti intimidatori in Valle Caudina. I Carabinieri del Nucleo Operativo del Comando Provinciale di Avellino e gli Agenti della Squadra Mobile arrestarono Giuseppe Piccolo in esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. Piccolo finì dietro le sbarre con l’accusa di concorso in tentativo di estorsione aggravata e continuata ma anche di danneggiamento aggravato. Delitti, secondo quanto emerse dall’attività investigativa, tutti realizzati avvalendosi della forza di intimidazione derivante dall’appartenenza all’organizzazione mafiosa del Clan Pagnozzi. Attentati posti in essere o mediante l’esplosione di rudimentali ordigni oppure mediante incendi. La pressione criminale esercitata sul territorio ebbe infatti un particolare incremento proprio negli ultimi mesi del 2005 in sintomatica coincidenza, come scrisse la Dda “…con il ritorno in libertà di molti degli esponenti, di vertice e non, del gruppo criminale facente capo a Gennaro Pagnozzi ed al suo nucleo familiare”.

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