Fischi, polemiche e commozione alla commemorazione delle ottantacinque persone uccise il 2 agosto 1980 nella strage della stazione Bologna. All’arrivo di Gianfranco Rotondi (Ministro ‘supplente’ inviato dal premier Berlusconi a sostituire il guardasigilli a rischio contestazione Angelino Alfano) i cortei si dividono: il primo è il consueto serpentone che parte dal Comune per raggiungere la piazza dove ventotto anni fa morirono 85 persone nella più sanguinosa strage dell’Italia moderna; il secondo si crea, spontaneo, appena inizia a parlare Gianfranco Rotondi. Il piazzale della stazione si svuota quasi per metà e tra chi se ne va c’è anche moltissima gente comune. I primi ad andarsene sono stati i rappresentanti dei sindacati di base Rdb e Cub, dietro lo striscione “Ci vediamo in autunno: sciopero generale”. Insieme a loro anche i militanti di Rifondazione Comunista e moltissima gente comune, tra cui alcuni parenti delle vittime. Nel piazzale, a contestare il ministro, è rimasto un gruppetto di una decina di persone dell’Assemblea antifascista permanente, con fischi e grida che non hanno risparmiato nemmeno la parte finale del discorso del sindaco di Bologna, Sergio Cofferati. “Non mi disturbano i fischi”, ha commentato dal palco Rotondi. “Sono i soli che mi considerano un ministro”, ha aggiunto scherzando, riferendosi a quel passo dell’intervista dell’assessore comunale Libero Mancuso secondo il quale nessuno si sarebbe preso la briga di fischiarlo perchè personalità incolore e sconosciuta. “Anche questa è par condicio”, ha continuato Rotondi. “Mi hanno preso sul serio almeno loro. Non trova?”, ha scherzato ancora Rotondi con i giornalisti, in merito ai fischi che hanno sottolineato diversi passaggi del suo intervento. “Non è che, siccome uno è al Governo, diventa un’ Istituzione. Le Istituzioni – prosegue Rotondi con i cronisti – camminano sulle gambe delle persone e bisogna sempre parlare con il cuore”. Prima della commemorazione il ministro aveva assicurato che il governo affiancherà la magistratura per individuare i mandanti della strage di Bologna. “Il governo è impegnato ad affiancare al tavolo tecnico, che dovrà corrispondere alle legittime richieste ancora purtroppo attuali dei parenti delle vittime, un tavolo politico-istituzionale che intende corrispondere esattamente a queste aspettative“.
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