Rossi: “L’Irpinia riparta dal turismo e dalle eccellenze”

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“Tutti gli indicatori ci portavano a prevedere una provincia abbandonata. Ma, oggettivamente, arrivare a pensare alla situazione odierna, bisognava essere davvero di umore nero”. Luigi Rossi, consigliere comunale di Guardia dei Lombardi, si esprime sull’attuale quadro economico irpino. “Purtroppo tutto ciò sta avvenendo tra l’indifferenza dei politici, incapaci di difendere il territorio e i loro cittadini. C’è, però, un vento nuovo di vitalità ed interesse, quello dei Sindaci, della Chiesa e di altre Istituzioni Territoriali, che, caparbiamente, cercano in sinergia di dare una svolta al territorio: la volontà di creare un’altra Irpinia. Se fosse possibile viaggiare nel tempo, probabilmente gli Irpini andrebbero solo indietro. Avellino però non è soltanto una provincia malata, una provincia per vecchi, con molto passato, pochissimo futuro e nessun sogno. Anzi proprio a causa della carenze delle risorse pubbliche è necessario programmare con estremo rigore lo sviluppo locale, individuando con lucidità strategica le priorità degli interventi da attuare, mirati al riverbero degli indotti produttivi. E, poi l’elemento cardine è il non abbandonare i legami con il territorio poggiare le basi sulle diverse eccellenze a partire da quelle agricole, da quelle della pastorizia, sino a quella turistica. Questo modello di sviluppo può essere più valido di quello dell’industrializzazione, perché in un momento di crisi, i numeri ci dicono che l’economia sostenibile resiste meglio di altre”. Occorre, innanzitutto, il lavoro. Così ha gridato giustamente qualche giorno fa in un suo intervento il Sindaco di Lioni. Condivido: è la priorità! Come condivido, la necessità di rilanciare e di recuperare le radici culturali della provincia, con “la cittadella dei mestieri e del pensiero creativo”, sforzo dell’assessore provinciale al lavoro, Giuseppe Solimine. Allora rimbocchiamoci le maniche, combattiamo la bieca ottusità che atrofizza ogni possibilità di riscatto:l’Irpinia e gli Irpini sono ancora capaci di sfornare gente qualificata e geniale, per creare strategie per il cambiamento”.

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