Rossi (LeU) contro la dinastia De Luca: “In Toscana mi farebbero vedere i sorci verdi”

0
3

Marco Imbimbo – «Il voto utile è a LeU, per portare la sinistra in Parlamento», Enrico Rossi, governatore della Toscana, arriva ad Avellino per sostenere le candidature di Liberi e Uguali: Giancarlo Giordano, Annamaria Pascale, Antonio Emilio Caggiano, Alfredo Cucciniello.

Il presidente della Regione, però, affronta anche vicenda che sta interessando Roberto De Luca, figlio del governatore campano. «Al di là del necessario garantismo e quindi attendiamo gli esiti delle indagini – spiega Rossi – il governo Renzi aveva annunciato che avrebbe risolto il problema delle ecoballe. Il direttore della Sma era stato nominato direttamente dal presidente della Regione, purtroppo la dinastia familiare ha oscurato questo aspetto, ma questo è il primo punto politico che denota il fallimento di tutta l’operazione avviata da Renzi stesso».

Rossi, però, non chiede le dimissioni del governatore De Luca, «spetta al Consiglio regionale valutare», ma ammette che se una vicenda del genere si verificasse in Toscana «mi farebbero vedere i sorci verdi. Quanto meno qualcuno dovrebbe essere costretto ad ammettere di aver sbagliato e dire perché. Ci sono i soldi, una società e una nomina fatta da un Presidente». Anche il coinvolgimento del figlio di De Luca presenta molte zone d’ombre: «E’ singolare che un assessore al bilancio si occupi di ecoballe e di una questione ambientale che riguarda un’altra provincia – sottolinea Rossi. Non riguarda il suo mandato istituzionale».

Mettendo da parte una vicenda che denota «il fallimento politico di Renzi», bisogna guardare alle imminenti elezioni e alla scure del voto utile, con il Pd che invita boicottare LeU per non regalare voti al centrodestra. «Fossi in loro non userei questo argomento. Al Sud la battaglia è tra centrodestra e M5S, quindi anche il Pd è a rischio voto utile. Semmai, quello dato a noi, serve per non andare con la destra e non fare più le larghe intese, ma anche per portare in Parlamento i temi del lavoro, della precarietà, diritti e necessità di investimenti».

LeU si impegna ad entrare in Parlamento per contrastare le diseguaglianze sul lavoro, ma anche tra Nord e Sud. «Il Paese ha bisogno di sinistra», sottolinea Rossi che non teme gli attuali sondaggi: «Negli ultimi anni hanno sempre sbagliato. Girando l’Italia, invece, vedo molta partecipazione alle nostre riunioni». Le elezioni del 4 marzo sono solo una tappa per LeU verso un progetto più ampio: «Dal giorno dopo cominceremo a lavorare per costruire un soggetto politico di sinistra. Lo chiamerei “partito del lavoro”. Si deve ispirare al Socialismo, ma anche alla dottrina della Chiesa che dice che la persona deve valere sul profitto e non il contrario».

La campagna elettorale in corso viene definita «bruttissima e mediocre» da Giancarlo Giordano. «A differenza di altri, noi abbiamo poche risorse, ma un programma chiaro», sottolinea il deputato uscente che invita gli altri candidati irpini a un confronto pubblico. «I loro discorsi mi annoiano. Siamo pronti a sfidarli sui temi importanti per il Paese e l’Irpinia. Qui ci sono troppi galletti che minacciano di confrontarsi pubblicamente, ma poi non lo fanno. Allora li sfidiamo noi». Non manca un passaggio sul Partito Democratico e sui motivi della nascita di LeU: «Il Pd ha abbandonato al suo destino il campo democratico e progressista del Paese, per pensare solo al suo potere. Sono tutte cose che abbiamo già visto, prima con il patto del Nazareno, e poi con i vari Alfano e Verdini».

Il tema del lavoro è al centro del programma di LeU, ribadisce Caggiano: «Dobbiamo bloccare la fuga di giovani verso l’estero». E anche il modo di condurre questa campagna elettorale, marca una distanza dagli altri partiti, come sottolinea Cucciniello: «Loro vanno in giro a parlare e promettere, noi ad ascoltare i problemi delle persone per trovare delle soluzioni».