Romano: “Io sempre promosso. I bocciati siedono in Giunta”

0
159

Avellino – L’Udc sembra aver ormai perso un tassello importante della sua storia. Giovanni Romano, ex presidente Iacp e ora tra i banchi di maggioranza in Provincia, pur rinnovando la sua stima personale verso l’on. Ciriaco De Mita ha dichiarato a voce alta, nel corso del primo Consiglio provinciale, la conclusione della sua militanza all’interno dell’Udc. Una dichiarazione di indipendenza da parte di chi è stato, secondo la sua opinione personale, solo ‘serbatoio di voti’ in quel della Valle Ufita. Sotto accusa, in primis, la mancanza di rispetto della rappresentanza territoriale. Ma anche, in fin dei conti, l’esclusione dai ‘banchi che contano’ nonostante l’innegabile riconoscimento da parte dell’elettorato. Accuse precise che nelle ultime giornate stanno bersagliando da più fronti l’Unione di Centro che, a dispetto dei segnali di insurrezione, appare invece serena e fiduciosa.

Consigliere, la sua posizione di dissenso è stata largamente espressa in seduta consiliare. Cosa l’ha portata ad abbandonare l’Udc?
“Quando in un partito o presunto tale le regole offendono il territorio e gli eletti – che poi vengono sostituiti con i patti raccomandati – allora nasce l’insurrezione. Questo è un ragionamento che riguarda non solo me ma tutti coloro che si trovano nella mia stessa posizione. Le elezioni servono proprio a legittimare al governo chi si candida e chi riceve il consenso. Così, invece, non è stato”.

Allora lei non era d’accordo con la nomina di assessori esterni?
“In principio non ero d’accordo. Poi il partito ha imposto un pacchetto assessori senza tuttavia fare alcun nome. Io per fare il ‘soldatino’ per la seconda, terza, quarta volta ho dato la mia condivisione riservandomi, tuttavia, di indicare un assessore che avrebbe rappresentato il mio territorio. La risposta del partito è stata chiara: prendere o lasciare. Ma non si può agire così, questi sono scambi da supermercato. Così ho deciso di dichiararmi indipendente. La mia scelta non è stata arbitraria ma concordata con l’intero collegio che rappresento”.

Molti, in effetti, si trovano nella sua stessa posizione. Eppure lei è stato l’unico a rivendicare il torto subito…
“All’apparenza sono l’unico ad aver assunto una posizione critica ma in realtà cova ribellione in tutta la provincia. Il dissenso riguarda molti degli eletti nell’Udc e anche i primi tra i non eletti”.

Prima del Consiglio si vociferava la creazione di un gruppo autonomo. Molti scommettevano che il suo esempio fosse seguito da altri, Ernani Venuti, per esempio. Il consigliere eletto nel collegio di Mirabella è nella sua stessa condizione e qualcuno era pronto a giurare che l’avrebbe seguita…
“Venuti ha sempre manifestato, durante le riunioni, una posizione critica rispetto alle scelte del partito. Un atteggiamento ferreo e feroce. Se ancora nulla è sfociato, è probabile che qualcosa covi sotto la cenere”.

Lei, dunque, boccia a pieno titolo la Giunta di Palazzo Caracciolo ma anche la posizione dell’Udc…
“Questa Giunta nasce in condizioni di rapporti privilegiati con i partiti, senza alcun confronto con i consiglieri. Lo stesso presidente Sibilia è prigioniero dei partiti e noi faremo di tutto per liberarlo. Io e con me gli altri eletti in maggioranza lo sosterremo. Ma dobbiamo liberarlo dalla prigionia e dalle forme di ricatto che senza dubbio ci saranno in un futuro imminente o prossimo”.

L’on. De Mita nell’incontro dello scorso sabato, a proposito della sua decisone, si è espresso in questi termini: ‘uno che chiede non risolve, uno che propone risolve’. Cosa controbatte?
Io ho sempre proposto e mai chiesto. Nelle elezioni del 2004 ho ottenuto 4300 voti attestandomi come primo eletto non solo in provincia ma in tutta Italia. Se quel consenso ho meritato, l’ho meritato proprio per le proposte che ho avanzato rispondendo alle istanze del territorio. Un territorio che già allora il partito non seppe tutelare. Non potevo concepire che la Valle dell’Ufita subisse ulteriori mortificazioni e mi impegnai in tal senso. Quella era la mia proposta, tradotta poi nel largo consenso dell’elettorato.
Io sono stato sempre promosso. Altri non si sono affatto candidati perché precedentemente bocciati proprio per la mancanza di proposte. Oggi, gli stessi uomini senza proposte, siedono in Giunta”.

Nonostante le apparenze, dunque, l’atmosfera in casa Udc potrebbe essere più rovente di quanto sembri. Stando alle premesse le sorprese arriveranno. Probabilmente prima di quanto si pensi. (di Manuela Di Pietro)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here