Roma – Scuole e supplenze, l’Andis: normative inadeguate

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Roma – “Apprendiamo che al Ministero della Pubblica Istruzione si continua a discutere (è già abbondantemente passato un anno dalle prime discussioni) sul regolamento delle supplenze”. In sintesi in una nota di Gregorio Iannaccone presidente Andis. “L’ANDIS è ancora una volta costretta a denunciare l’assoluta inadeguatezza della normativa in vigore in materia di nomine dei supplenti nelle scuole dell’infanzia e primaria. Già nell’aprile 2002, nel gennaio 2004 e successivamente nel giugno e settembre dello scorso anno, il Direttivo Nazionale – con documenti approvati all’unanimità – aveva denunciato lo spropositato, costoso e quasi sempre inconcludente meccanismo di reperimento degli insegnanti supplenti, generato dal D.M. 103 del 04/06/01 e dal D.M. 201 del 25/05/00. Nei testi dei documenti, il Direttivo Nazionale, raccogliendo le vibrate proteste dei Dirigenti scolastici di tutte le parti d’Italia, aveva sostenuto, con fermezza, la necessità di riformare sollecitamente il sistema di individuazione dei supplenti, mettendo in primo luogo in risalto lo sperpero di risorse per telegrammi e telefonate e soprattutto il grave danno che subiscono gli alunni – sul piano del diritto allo studio e dell’incolumità – a causa dei ritardi nella sostituzione del titolare assente, dovuti all’applicazione di regole manifestamente irrazionali. In particolare, si denunciava e qui ancora si denuncia: · l’elevato numero di scuole, nelle cui graduatorie il supplente può essere incluso. Trenta scuole sono troppe per una gestione efficace e veloce delle nomine, che spesso sono anche di un solo giorno; · lo smisurato dispendio di tempo e di energie del personale di Segreteria. Molto spesso le operazioni di nomina, che richiedono uno snervante impegno, esauriscono intere giornate lavorative di uno o più assistenti amministrativi; · l’incremento notevole dei costi telefonici e delle spese per i telegrammi, con notevoli aggravi per le finanze dei Comuni, che elevano continue proteste presso le scuole, e dello Stato che si potrebbero evitare; · l’infruttuosità della ricerca, poiché molti docenti rifiutano la supplenza senza avere l’obbligo di giustificare il diniego. Per la soluzione di tali problemi, L’ANDIS nuovamente propone: · la riduzione drastica del numero delle graduatorie di Circolo e d’Istituto Comprensivo in cui il supplente può essere incluso; · l’obbligo della domiciliazione nella Provincia di appartenenza delle scuole prescelte; · il vincolo dell’accettazione, sia pure telefonica, da parte dei supplenti, con conseguente divieto di accettare proposte pervenute successivamente. Poiché gli anni di applicazione delle nuove regole per il conferimento delle supplenze hanno confermato in pieno tutte le disfunzioni tempestivamente denunciate da questa Associazione, si chiede la radicale revisione della normativa in vigore affinché i Circoli Didattici e gli Istituti Comprensivi siano messi in condizione di assicurare, con la necessaria celerità, la sostituzione dei docenti assenti”.

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