Personale della Squadra Mobile della Questura di Avellino e del N.I.C. della Polizia Penitenziaria – Nucleo Investigativo Regionale per la Campania ha dato esecuzione all’Ordinanza applicativa di Misura coercitiva della Custodia Cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Avellino, su conforme richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di 7 persone, ritenute gravemente indiziate, allo stato delle indagini, in ordine al delitto di omicidio aggravato.
Trattasi di un’indagine avviata a seguito dei fatti occorsi la sera del 22 ottobre 2024, presso la Casa Circondariale “A. Graziano” di Avellino, e relativa alla rivolta dei detenuti all’interno della predetta struttura, culminata con il grave ferimento di un detenuto, trasportato all’Ospedale Moscati di Avellino in prognosi riservata. L’attività investigativa ha consentito di identificare gli autori del pestaggio ai danni del detenuto e di ricostruire le fasi dell’escalation di violenza, conseguente alla contrapposizione tra due gruppi criminali, impegnati a contendersi l’egemonia dei traffici delittuosi all’interno dell’Istituto. Si aggiunge che, già nei giorni successivi al grave episodio, sono state eseguite delle perquisizioni all’interno dell’Istituto penitenziario ad opera della Polizia Penitenziaria con il consecutivo trasferimento dei detenuti più pericolosi verso altre strutture penitenziarie insistenti anche in altre regioni.
In seguito il G.I.P. di Avellino, con ordinanza del 7 marzo 2025, ha disposto la misura
coercitiva della custodia cautelare in carcere, nei confronti di 1 indagati, in ordine ai delitti di violenza, minaccia e sequestro di persona perpetrati nei confronti degli agenti della Polizia Penitenziaria nonché del delitto di tentato omicidio aggravato commesso nei confronti del detenuto. Quattro indagati hanno optato per il giudizio abbreviato. Per gli altri sette indagati, essendo sopravvenuta la morte del detenuto, il Tribunale collegiale di Avellino con ordinanza del 14.11.2025, ha disposto la restituzione degli atti al P.M. per la diversità del fatto (rispetto all’originaria imputazione di tentato omicidio). Pertanto, il P.M. con la richiesta di rinvio a giudizio, ha depositato la nuova richiesta di applicazione di misura cautelare in carcere, in ordine, questa volta, al delitto di omicidio aggravato, nei confronti degli odierni indagati. Si precisa che le contestazioni sono allo stato provvisorie e la colpevolezza delle persone sottoposte alle indagini sarà accertata solo all’esito del giudizio definitivo.

