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Il testo riporta la sintesi delle attuali conoscenze idrogeologiche relative al territorio provinciale. “L’acquisizione e l’omogeneizzazione di dati ed informazioni contenuti in studi finora sviluppati – spiega Sabino Aquino – e l’integrazione con nuove e più recenti acquisizioni, derivanti da attività di rilevamento geologico e idrogeologico di campo, hanno consentito di effettuare un’ampia e dettagliata caratterizzazione quali-quantitativa dei principali acquiferi ricadenti nel territorio irpino. Infatti – continua – nell’ambito di ciascuno di essi sono stati definiti l’assetto idro-stratigrafico e idro-strutturale, lo schema di circolazione idrica sotterranea delle principali falde, le caratteristiche chimico-fisiche delle acque sotterranee, la potenzialità di ogni singola risorsa, etc. Inoltre, sono state analizzate le problematiche connesse alla salvaguardia dall’inquinamento di talune risorse ricadenti in aree carbonatiche e le modificazioni idrodinamiche su di esse indotte da fenomeni sismici. Gli stessi dati sperimentali hanno permesso altresì di individuare le principali aree di interesse termo-minerale e di delineare un primo modello concettuale interpretativo dei meccanismi di mineralizzazione e termalizzazione delle acque sotterranee. I numerosi dati geologici, idrogeologici, idrochimici e di vulnerabilità all’inquinamento acquisiti, costituiscono un presupposto fondamentale per un’adeguata salvaguardia quali-quantitativa delle acque sotterranee e per l’ottimizzazione della gestione e dell’uso della risorsa, in un territorio di rilevanza strategica per diversi sistemi acquedottistici dell’Italia meridionale”. I lavori saranno conclusi dall’Assessore regionale alle Politiche Territoriali e Ambientali Luigi Nocera.