Avellino – Con l’arrivo delle prime piogge, dei primi temporali, delle prime alluvioni, arrivano puntuali i primi disastri ambientali. E così mentre a Messina si continua a scavare dopo i tragici eventi che due settimane fa hanno causato 35 morti, il Cnr suggerisce di stare in allerta, soprattutto in Campania, Calabria, Sicilia e Liguria.
In questi giorni Legambiente è, invece, alle prese con la nuova edizione ‘Operazione Fiumi’, la campagna dell’associazione ambientalista promossa con la collaborazione del Dipartimento della Protezione civile per la prevenzione di frane e alluvioni e la banca dati ‘Ecosistema Rischio 2009’.
Una vera e propria classifica sull’operato di tante amministrazioni comunali per la sicurezza da alluvioni e frane, che valorizza gli esempi positivi e vuole essere uno stimolo per chi fa ancora troppo poco. L’indagine, oltre ad una valutazione complessiva sulla mitigazione del rischio idrogeologico, prende in esame l’urbanizzazione delle aree a rischio, le attività dei comuni legate all’informazione della popolazione sui comportamenti da adottare in caso di calamità e considera l’esistenza e l’efficienza dei piani comunali d’emergenza che costituiscano motivo di forte preoccupazione per il rischio idrogeologico.
COSI’ UN ANNO FA – Secondo l’ultima rilevazione (novembre 2008), in Campania l’86 per cento dei Comuni è a rischio dissesto idrogeologico e la situazione per l’Irpinia non è delle più rosee.
Nella classifica che vede raggruppati i capoluoghi di provincia, Avellino si piazza tra le Città dove si è fatto di meno. Per Legambiente il giudizio è ‘insufficiente’.
Nonostante siano previsti vincoli all’edificazione delle aree a rischio, manca un piano d’emergenza; nel territorio comunale, inoltre, non è stata realizzata un’ordinaria opera di manutenzione delle sponde e delle opere di difesa idraulica e non sono state delocalizzate le case e i fabbricati industriali dalle aree a rischio.
Tra i Comuni irpini che hanno risposto al questionario (in Campania solo il 9%), il Comune di Quindici è l’unico territorio promosso con un ‘sufficiente’ 6,5 su 10.
A 11 anni dall’alluvione del 5 maggio, il Comune del Partenio-Vallo Lauro si è dotato di sistemi di monitoraggio allerta popolazione caso pericolo, ha aggiornato negli ultimi due anni il piano d’emergenza comunale e promuove costantemente sul territorio attività di informazione e sensibilizzazione alla popolazione.
Per quanto riguarda gli altri Comuni irpini inseriti nella graduatoria del 2008, ‘scarse’ sono state giudicate le misure prese a Forino dove il piano emergenza non è stato aggiornato negli ultimi anni, Carife e Montefusco dove non esistono sistemi di monitoraggio e allerta della popolazione in caso di pericolo. Peggio ancora ha fatto Roccabascerana, giudicata ‘insufficiente’.
