Rischio evasione fiscale, Avellino poco virtuosa

19 Agosto 2013

Avellino – Mentre il redditometro 2013 sta decollando procurando all’Agenzia delle Entrate già la prima lista dei potenziali evasori fiscali, il Centro Studi Sintesi per il Sole 24 Ore fornisce oggi la classifica delle province italiane più a rischio di evasione. Dall’indicatore risulta che rispetto alla graduatoria rischio-evasione del 2010 il divario fra Nord e Sud è diminuito e che nelle regioni del Sud si registra una piccola riduzione del divario fra reddito disponibile e benessere effettivo delle famiglie e di quella porzione di consumi che non risulta sostenuta dai redditi dichiarati al Fisco. Tra le regioni del Sud, Campania, Puglia, Calabria e Sardegna hanno migliorato il proprio punteggio, ma, al di là dei miglioramenti, il Mezzogiorno resta comunque la zona più da bollino rosso nel rischio-evasione, con il peggioramento nell’ultimo anno di Molise e Basilicata e il record negativo, mantenuto sin dal 2006, della Sicilia con la provincia di Ragusa. Nella parte più critica della classifica 30 province su 52 sono meridionali, mentre le province del Nord risultano quelle più “fedeli” fiscalmente con Milano al primo posto subito seguita da Bologna.

E Avellino? In Irpinia la fedeltà fiscale scricchiola un po’ anche se non raggiunge i livelli di Ragusa, Agrigento o Brescia. Rispetto al dato del 2010, la provincia irpina guadagna 4 posizioni ma resta sempre tra le 30 aree a rischio del Paese.

Il metodo di calcolo prevede una media nazionale di 100. Punteggi bassi, quindi al di sotto della soglia 100, indicano che i redditi sono tendenzialmente inferiori al tenore di vita e quindi c’è un potenziale rischio di evasione fiscale. Nel caso di un punteggio superiore (Bologna e Milano sono in testa, quindi le più virtuose) i livelli di benesseresono inferiori o in linea con il reddito. In Lombardia, comunque, si registra un’accentuata fedeltà fiscale con un valore medio di 126. In coda alla classifica la Sicilia. Un’ultima considerazione: il divario tra redditi e consumi che si riduce tra Sud e Nord è anche il frutto della crisi che comprime i consumi.


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