Rinnovabili, Fiordellisi: “Fondamentali per il Ptcp irpino”

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“Nei giorni scorsi il Ministro Clini, intervenendo alla presentazione del rapporto IREX 2013, ha detto che la SEN (Strategia Energetica Nazionale) “è un dossier aperto sul tavolo del prossimo governo”. Di certo il prossimo governo dovrà affrontare in modo strutturale la questione energetica a partire da una programmazione strategica per la transizione al 100% di rinnovabili, farsi carico della riduzione dei costi troppo elevati della bolletta energetica, sia per le abitazioni che per le imprese ed occuparsi seriamente della questione dell’efficienza energetica, a partire dagli edifici pubblici, e della questione della mobilità sostenibile, iniziando dal trasposto pubblico locale.
“Queste indicazioni riteniamo possano essere fondamentali nella “reale” definizione ed operatività del PTCP per la Provincia di Avellino”. E’ quanto sostiene Franco Fiordellisi, segretario provinciale Filctem Cgil Avellino. Da tempo riteniamo, come FILCTEM e Cgil di Avellino, che queste tematiche siano il futuro prossimo possibile per lo sviluppo del nostro territorio, connettendo le manutenzioni per efficientare energeticamente gli edifici e le reti, iniziando dalle scuole e municipi, l’energia oltre a produrla bisogna saperla risparmiare, pensando ad un modo nuovo di intendere la mobilità, quindi coinvolgendo IRISBUS (mobilità ad idrogeno ad esempio) con tutto l’indotto,le BIOPLASTICHE anche per l’automotive. Questi fattori di tutela ambientale, – prosegue Fiordellisi – determinano LAVORO oltre che la valorizzazione del territorio e dei prodotti locali, tra i quali in primis ci mettiamo il Bene Acqua che deve avere un posto univoco ed unico nei nostri pensieri per gli interventi che si DEVONO fare sia sulle reti “potabili” ma anche sulle reti dei reflui e sui depuratori, si possono così dare risposte nuove, vere ed immediate in termini occupazionali all’irpinia ed al mezzogiorno basta attivarsi e crederci. Gli altri dati che sono stati diffusi ci dicono che le aziende italiane del settore guardano alle rinnovabili come un’opportunità di mercato, ma proprio per questo indirizzano i loro investimenti laddove è maggiore il margine di profitto che è determinato da un mix di fattori; sul fronte dei ricavi: incentivi governativi, accordi bilaterali vantaggiosi, alte tariffe di vendita, per quanto riguarda i costi: potenzialità di risorse naturali (sole e vento), trasporti e infrastrutture, costo del lavoro, per questo nel 2012 l’internazionalizzazione del settore è cresciuta del 55% rispetto al 2011. In questa cornice, con il nostro quadro territoriale-ambientale, le possibilità offerte sono tante ma lo dobbiamo volere, realmente, tutti istituzioni, associazioni e cittadini.

Un dato importante che emerge dal rapporto IREX 2013 è la stima della riduzione del prezzo dell’energia nel 2012 dovuto al fotovoltaico. Nel 2012 il calo del prezzo nella fascia diurna è stato di 1,42 miliardi di Euro, considerando anche 586 milioni di Euro di rialzo dei prezzi nelle ore serali, si ottiene un beneficio netto di risparmio di 838 milioni di Euro. Ma le rinnovabili e l’efficienza energetica sono anche una grande opportunità occupazionale e una strada obbligata per contrastare i cambiamenti climatici. L’Italia ha raggiunto l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas serra del 6,5% come media del periodo 2008-2012, rispetto al 1990, come previsto dal Protocollo di Kyoto, ma non basta. Gli impegni attuali di riduzione delle emissioni di gas serra non sono sufficienti per evitare l’aumento della temperatura media fino a 4°C entro la fine del secolo. Senza obiettivi più ambiziosi di riduzione delle emissioni di gas serra sarà una catastrofe per il genere umano: inondazioni, frane, fenomeni di desertificazione, aumento della malnutrizione e della crisi idrica, un dramma per tutta la popolazione mondiale, ma soprattutto, per le popolazioni più povere.
Non c’è motivo per esitare: la nuova mobilità, la manutenzione del territorio, l’efficienza energetica e la transizione al 100% rinnovabili devono essere accelerati ed incentivati”, conclude Fiordellisi.

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