Rincari, sindacato preoccupato della situazione degli anziani in Irpinia

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La Federazione dei Pensionati CISL è estremamente preoccupata per la situazione degli anziani nella nostra provincia a seguito del forte incremento della inflazione, con il poderoso aumento dei generi alimentari e delle bollette della luce e del gas. Tutto questo nel corso di una pandemia in cui il COVID-19 ha distrutto vite umane, rapporti sociali, attività economiche e commerciali, producendo una crisi di rapporti umani senza precedenti, da cui non siamo ancora usciti. Questo virus non solo ha provocato tanti morti ma ha anche distrutto il tessuto sociale ed economico del Meridione e della nostra Provincia, con un aumento della povertà  e della delinquenza in un contesto sanitario deficitario per mancanza di fondi e di risorse strumentali e in un immobilismo degli Enti e delle Istituzioni preposti allo sviluppo sociale dei nostri territori.

I piccoli  benefici economici derivanti dagli aumenti pensionistici e dalla legge di bilancio relativi:

  • alla perequazione delle pensioni con un aumento dell’ 1,7% sui trattamenti pensionistici complessivi, fino a quattro volte il minimo INPS, pari a € 2.062,32 mensili lordo;
  • all’aumento delle detrazioni per redditi da pensione con l’aumento della no tax a € 8.500,00 e € 700,00 per le pensioni fino a € 28.000,00 annue;
  • alla rimodulazione delle aliquote per scaglioni di reddito e all’assegno unico per i figli;

sono stati completamente assorbiti dagli aumenti dell’aliquota regionale sull’IRPEF, dagli aumenti di tutti i tributi locali decisi dai Comuni e dall’aumento delle fonti di approvvigionamenti, per cui i pensionati sono più poveri di prima della pandemia.

In questa situazione gravissima si innesta  il collasso della Sanità e degli Ambiti territoriali che avrebbero dovuto provvedere ad incrementare le attività di assistenza. Noi come IRPINIASANNIO siamo dovuti intervenire come Federazione dei Pensionati sui Direttori Generali delle ASL di Avellino e Benevento non solo per far partire le prenotazioni dei fragili e dei portatori di handicap, che non erano state proprio considerate né dal Ministero della Salute, né dalla Regione Campania, ma anche per la riapertura degli HUB vaccinali in piena quarta ondata.  Abbiamo chiesto un forte impegno da parte di tutte le componenti sindacali CISL e FNP ai tavoli territoriali per riavviare nelle nostre provincie una riorganizzazione del sistema che comporti un effettivo equilibrio tra la rete ospedaliera e quella dei servizi territoriali in materia di prevenzione – attraverso i distretti sanitari – e in materia di integrazione socio sanitaria – attraverso gli ambiti territoriali.

Sulla Gazzetta Ufficiale del 27 dicembre 2021 è stato pubblicato il decreto di riparto del fondo nazionale per le politiche sociali. Dei 386 milioni di € all’anno per il 2021 – 2022 e 2023 destinati alle regioni, alla Campania sono stati assegnati per ogni singolo anno 39 milioni e 172 mila € pari al 10,15% delle risorse, subito dopo la Lombardia con il 14,39% pari a 55 milioni e 534 mila €.

Le Regioni avranno 60 giorni di tempo per programmare gli impegni delle risorse a loro destinate attraverso i Piani Sociali Regionali e trasferire ai Comuni le risorse per i Piani di Zona, la differenza con la Lombardia è che questa ha già tenuto una riunione  il 26 gennaio con tutti i presidenti degli Ambiti Territoriali, da noi il silenzio più assoluto. Il Presidente della Regione Campania invece di fare gli “show” televisivi sui canali napoletani si impegnasse concretamente nella Sanità .Bisogna dire con franchezza che gli AMBITI TERRITORIALI hanno fallito, salve rare eccezioni, lo scopo per cui erano stati costituiti: l’integrazione dei bisogni sociali e sanitari a salvaguardia della salute dei più bisognosi. In questi anni abbiamo assistito ad un aumento delle malattie croniche e degenerative e tra queste le demenze, all’aumento del numero di pensionati che si è impoverito per far fronte ad una malattia improvvisa o alla perdita dell’autosufficienza, all’aumento di chi rinuncia alle cure per ragioni economiche o di inefficienza organizzativa. Chi doveva colmare queste discrepanze del sistema erano gli Ambiti Territoriali che dovevano garantire assistenza domiciliare e sociale ai meno abbienti.

La FNP CISL IRPINIASANNIO si aspetta da tutti i responsabili degli Enti e delle Istituzioni una svolta nella gestione dei beni pubblici a vantaggio di chi soffre e attende che venga accolto il suo diritto ad una vita civile .