“Si parla di piani ospedalieri, di liste d’attesa, di diritti negati del malato e tutti guardano lo spettacolo senza fare nulla di più”. Sul piano di razionalizzazione ospedaliera e sulle polemiche da esso generato in queste settimane, si registra anche la nota dei Riformatori Azzurri di Avellino. “Bisogna agire, non è possibile che in provincia di Avellino ci siano liste di attesa di mesi e contestualmente chiedere la chiusura di plessi ospedalieri – incalza il coordinatore Antonio Carpentieri – Qualcosa non quadra, c’è un’evidente confusione nelle menti di chi gestisce la Sanità in Campania. Il problema fondamentale è che chi governa è lontano e non ha mai vissuto direttamente le problematiche né intende viverle. Al centro delle politiche sanitarie deve sempre esserci il malato ed invece ci sono i costi del settore considerati fallimentari dai tecnici contabili di turno. Si sa che il malato è un numero statistico per i manager, la cosa è aberrante ed inaccettabile, ma reale. Il malato nella sua individualità è il centro del sistema sanitario nazionale che almeno in certe parti d’Italia funziona e garantisce le prestazioni, al sud questo non avviene ed il malato è ai margini e diventa un peso per la politica che deve favorire qualcuno a discapito dei più. In Campania c’è ora un fatto evidente: le distanze tra la politica sanitaria e il malato sono immense, in mezzo ci sono gli operatori sanitari. Chi gestisce gli Ospedali non considera le politiche sindacali anche perché ultimamente non ce ne sono, i sindacati della sanità pensano di frenare l’emorragia con il cerotto e non si rendono conto che il problema è proprio nelle priorità del metodo con il quale si affrontano tali problematiche sociali. Occorre una “Santa Alleanza” tra il malato e il dipendente della sanità, contro i poteri occulti che influenzano tuttora le scelte del settore. Il palcoscenico della Sanità campana è dominato dai “Baroni”, le comparse sono i “Lavoratori” del settore, il danneggiato di turno è il “Malato”. I punti deboli della triade sono gli ultimi due. Essi debbono allearsi e la scena cambierà. I protocolli sanitari sono le parti della commedia e sicuramente solo uno dei tre attori è uguale su tutto il territorio nazionale, trattasi del malato, gli altri due cambiano comportamenti a secondo se la sede del teatro è Milano o Napoli. Il nuovo Governatore della Campania, consapevole di tale difficoltà logistica, per iniziare bene dovrebbe visitare direttamente le strutture sanitarie e non fidarsi di quello che gli dicono i tecnici, quindi diventare protagonista egli stesso della scena e non solo spettatore, questo già sarebbe una grande novità nelle politiche sanitarie in provincia di Avellino”.
Redazione Irpinia
Testata giornalistica registrata al tribunale di Avellino con il n. 422 del 21.5.2014
- Redazione – Via Dell’Industria snc – Pietradefusi (AV)
- 082573384
- redazione@irpinianews.it
